territorio

Linee guida della variante generale al Piano di Governo del Territorio

Postato il

La variante generale al Piano di Governo del Territorio è uno degli atti fondamentali di un ente locale, al pari del bilancio di previsione, perché disegna il comune e il territorio di domani non soltanto in termini di destinazione dei suoli ma sopratutto per quanto riguarda le scelte su servizi, aree pubbliche, mobilità, sostenibilità ambientale e suoli agricoli. Un PGT può agevolare o indirizzare la vocazione di un territorio e Cornaredo, come molti comuni della nostra area, ha bisogno di ricostruire e ritrovare una vocazione.

Il nostro territorio è molto cambiato negli ultimi cinquanta anni, il tessuto produttivo delle piccole e medie aziende che caratterizzavano il nostro territorio negli anni Settanta è in forte crisi e molte di quelle realtà non esistono più mentre alcune di quelle rimaste sono purtroppo in grave crisi. È difficile aspettarsi che ritornino quei tempi, quando molta della richiesta di occupazione trovava risposta all’interno dei confini comunali. Oggi è ancora più importante riuscire a ragionare ad un livello sovracomunale perché, ad esempio, le trasformazioni e lo sviluppo dell’area di EXPO incideranno sulla nostra realtà in termini di opportunità ma anche criticità e molti dei sistemi di servizi oggi presenti sono di natura sovracomunale. Sono tre i nodi principali, e molto complessi, da affrontare: gli “ambiti cerniera”, le aree industriali abbandonate e i centri storici.

Gli “ambiti cerniera” sono quelle aree in cui una volta erano insediate realtà produttive, ora abbandonate, all’interno di contesti esclusivamente residenziali ma la cui soluzione non può essere semplicemente la costruzione di nuove residenze prive del giusto mix funzionale che renda “vivibile” e “sostenibile” l’intervento.

Le aree industriali abbandonate sono invece grandi comparti industriali che non hanno trovato una soluzione con lo strumento urbanistico attualmente vigente, ne scrissi qui ormai qualche anno fa. Su alcune di esse, in particolare l’area dell’EX ICOMA (anche se in questo caso si tratta di una realtà estremamente complessa per via della liquidazione in corso e la necessità di bonifica dell’area), abbiamo svolto degli approfondimenti proprio per supportare gli operatori nella definizione di un piano di intervento e rigenerazione urbana.

Infine, i centri storici, il cuore della nostra comunità ma anche l’ambito più complesso su cui intervenire. In questo anno abbiamo avviato una prima fase di studio analitico di tutto il centro storico, o meglio dei centri storici dal momento che si includono anche San Pietro all’Olmo e Cascina Croce. A partire dai dati anagrafici dei residenti, e quindi dall’occupazione degli immobili, abbiamo una situazione abbastanza di chi abita in centro storico e di quanti sono proprietario dell’immobile in cui risiedono. Il secondo step, che troverà un approfondimento nella variante, riguarderà invece la definizione delle capacità insediative nei centri storici, cercando di capire quale sia davvero la popolazione insediabile per tornare a  ripopolarli prima con i residenti e poi, quasi di conseguenza, con l’insediamento di nuove attività commerciali, e le misure per agevolare gli interventi di manutenzione straordinaria e di recupero dei casseri.

Questi tre obiettivi si proveranno raggiungere attraverso due indirizzi generali che coinvolgono tutto il piano: un bilancio ecologico pari a zero (il bilancio ecologico è il saldo tra suolo agricolo consumato e nuove destinazioni agricole previste rispetto alle previsioni degli strumenti urbanistici vigenti, questo significa che non sarà previsto consumo ulteriore rispetto all’attuale piano) e la sostenibilità ambientale degli interventi e delle previsioni declinata in termini di mobilità, riqualificazione energetica degli edifici, uso dei suoli e regole edilizie.

Elenco sintetico delle aree da recuperare sul nostro territorio

Postato il Aggiornato il

Icoma é solo una, anche se forse la più complicata e problematica, delle aree da recuperare che vi sono sul territorio. Di seguito trovate un piccolo elenco di quelle più conosciute, un po’ della loro storia è quello che l’Amministrazione comunale sta facendo.

EX ICOMA: la situazione purtroppo é arcinota. Un terreno di oltre 60.000 mq, teatro in passato e recentemente di rave party oltre che di un brutto incendio nel 2007. La situazione é molto complessa e si è evoluta negli anni.
L’area è in mano a un curatore fallimentare che ha l’incarico di venderla. I pgt delle diversi amministrazioni hanno concesso prima la possibilità di costruire residenze ed ora diverse destinazioni (residenze, terziario e servizi) proprio per favorire la vendita. L’ultima asta del 2012, la base era superiore ai 4 milioni, é andata deserta. Ricordiamo che ci sono ancora circa 120 lavoratori che vantano dei crediti nei confronti della vecchia azienda.
Incontreremo il prefetto proprio perché la situazione é insostenibile in primis per le persone che vivono intorno a quell’area ma anche per tutta la nostra comunità, intimeremo al curatore di demolire i capannoni. Se non si dovesse risolvere nulla stiamo valutando qualunque azione per mettere in sicurezza l’area da ingressi esterni.

SCUOLA SUPERIORE: purtroppo é diventata simbolo della politica e della burocrazia che non funzionano nel nostro Paese. Progettata nel 2006, prima pietra posata nel 2009, dal 2012 l’azienda che si occupava di svolgere i lavori è fallita e da allora il curatore fallimentare e la città metropolitana (ex Provincia di Milano) sono in attesa di vedere il ramo d’azienda ad altra società con caratteristiche simili per proseguire e concludere i lavori, arrivati all’incirca a metà.
Come Amministrazione comunale abbiamo lanciato una petizione per chiedere che il tema della scuola superiore venga trattato in Consiglio metropolitano (abbiamo ormai superato le 1.000 firme) in modo da avere risposte ufficiali anche nel merito del secondo e terzo lotto (ulteriori 10 classi e strutture accessorie) che al momento non sono finanziati.

VILLA DUBINI: la Villa storica di San Pietro all’Olmo con il suo immenso giardino (una volta un bellissimo frutteto) ma con molte priorità da risolvere, a cominciare dalla messa in sicurezza del tetto. Il pgt prevede il recupero della villa con destinazione ricettiva e commerciale, la cessione del parco all’Amministrazione comunale e capacità volumetrica al di fuori dell’area che é vincolata dalla soprintendenza. Recentemente la proprietà (Nostra famiglia, una fondazione religiosa) ha chiesto la possibilità di procedere prioritariamente al recupero della villa con cessione del parco al Comune e posticipare a una fase successiva la costruzione di nuove residenze. Ovviamente abbiamo accolto con favore questa possibilità e procederemo con i passaggi formali nel momento in cui ci fosse un operatore davvero interessato all’intervento.

CASCINA MELEGAZZA: vecchia corte in via dei Giardini, usata quando ero piccolo anche come stalla. Proprio la parte sulla via é transennata perché il tetto é davvero in pessime condizioni. Anni fa la proprietà era interessata a un intervento che recuperasse parte dell’edificio esistente ma non si concretizzò.
Oggi l’attuale pgt, che prevede residenze di pregio che ricorderanno la tipica corte, ha eliminato un vincolo che scoraggiava l’intervento e abbiamo incontrato la proprietà ancora interessata ad intervenire nonostante la situazione economica sia più complicata (si interverrà passo passo) e non sia possibile recuperare nulla dell’edificio esistente.

POLLACK: in via Ponti, un po’ nascosto all’interno di una corte. Edificio storico è vincolato dalla soprintendenza. Interni e arcate bellissime anche se in stato di abbandono con squarci nel tetto. La proprietà é interessata ad un intervento a breve che prevede un mix di mini appartamenti, attività commerciali e altre funzioni.

EX IRCON: un tempo sede aziendale in via Cascine, già oggetto di una prima bonifica da poco terminata e una minore ancora da fare. Previsto un intervento in linea con il tessuto urbano già esistente e la possibilità che una parte dell’area venga ceduta per essere dedicata ad orti urbani.