politica

Mi ricandido a sindaco

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Cinque anni fa, a chi mi chiedeva di spiegare la scelta di candidarmi, io rispondevo che lo facevo per amore. Per amore della mia città. Oggi, cinque anni dopo sono più che mai convinto che questo amore sia ben riposto. Piazza Libertà, il fontanile Giardino, la Chiesa Vecchia, i platani di via Garibaldi: Cornaredo significa casa, per me, e sono davvero orgoglioso di aver avuto il privilegio di amministrarla.
Sono stati cinque anni di entusiasmo, di fatica, di confronto, di arrabbiature e di sorrisi. Fare il sindaco è un’esperienza incredibile: ci sono giorni in cui credi che tutto sia possibile e giorni in cui stringi i pugni per non farti prendere dallo sconforto. Ogni singola ora che ho passato in Comune, però, mi ha dato la certezza che stavo lavorando per il più nobile degli obiettivi: migliorare la vita di tutti i miei concittadini. La certezza che l’impegno che ci stavo mettendo sarebbe servito a portare a termine quei progetti che, oggi posso dirlo, hanno fatto crescere Cornaredo.
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Nessuno ci ha regalato la bacchetta magica, certo, ma credo che insieme ai miei compagni di viaggio, lavorando come una squadra, abbiamo ottenuto risultati importanti. Ne cito tre su tutti: l’inaugurazione dell’Istituto Alberghiero Olmo, che abbiamo recuperato e che oggi è una eccellenza del nostro territorio; la pista di atletica, che abbiamo riqualificato completamente dopo anni di abbandono; gli investimenti dedicati alla ristrutturazione e all’ammodernamento dei nostri edifici scolastici.
Accanto ai risultati già raggiunti, poi, ci sono altre cose che vedrete nei prossimi mesi: la posa della prima pietra della RSA, il completo rinnovamento dell’illuminazione pubblica attraverso l’installazione di luci a led, la casa dell’acqua di San Pietro all’Olmo, la riqualificazione del cortile della scuola elementare di via IV Novembre e la costruzione di una nuova struttura polifunzionale al Centro Sportivo.
Se sono fiero di quanto fatto, sono anche consapevole che molto resta ancora da fare. Il lavoro non è finito. È tempo adesso di guardare avanti. Alle sfide che ci aspettano. Tanti di voi me l’hanno confermato. Amici, conoscenti, cornaredesi di lungo corso e nuovi concittadini. Abbiamo il dovere di pensare al futuro.
Abbiamo il dovere di occuparci con ancora maggiore determinazione di chi è in difficoltà, di chi ha perso il lavoro. Di chi è fragile.
Abbiamo il dovere di recuperare le aree industriali abbandonate, a partire da Villa Dubini, dal bene confiscato di via Vanzago e dall’area dell’ex ICOMA.
Abbiamo il dovere di affrontare con estrema serietà la questione sicurezza, perché la serenità dei cornaredesi sta a cuore a tutti noi e sta a noi tutelarla attraverso l’installazione di nuove telecamere e una più stretta collaborazione con le forze dell’ordine.
Abbiamo il dovere di incentivare e agevolare chi investe e porta lavoro nel nostro territorio: Cornaredo deve diventare sempre più attrattiva per le imprese ed è giunto il momento che anche a Milano lo riconoscano.
È tempo di decidere, mi avete detto. Io ho deciso, mi impegno. Avrò di nuovo bisogno dell’aiuto di tutti voi, delle vostre energie, della vostra fiducia!
Perché domani è tempo di Cornaredo.

La politica nel reale

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2015-01-13 13.10.15

Mi ha emozionato tornare nel mio Liceo per confrontarmi con alcuni ragazzi sull’impegno dei giovani in politica. É difficile spiegare perché sia importante il loro impegno in politica, soprattutto oggi.

Ognuno ha la sua storia, le proprie passioni, siamo diversi ed é nella diversità dei singoli che molto spesso si ritrova la bellezza.
Ci deve essere allora un motivo, valido per tutti, unico. Io credo che la politica sia una cosa bella perché é lo strumento, oltre noi stessi, attraverso cui si cambiano le cose.
Lo so, da molti anni questa percezione é venuta meno. I giornali ci raccontano sempre più spesso di scandali, corruzione, malaffare. Tutte cose che oggi nell’immaginario collettivo colleghiamo alla politica. Non é così! La politica é uno strumento, la politica non può corrompere o essere corrotta, pagare o ricevere tangenti. Quello lo possono fare, e capita purtroppo, i politici. In tutto questo la politica non deve perdere però il suo valore, che ci riporta a motivare la necessità di un impegno. Un impegno delle persone oneste che decidono di collaborare per il bene comune. E’ opportuno separare il campo della politica da tutto ciò che politica non è.

Nel nostro territorio purtroppo c’è un simbolo che racchiude quello che non va nel nostro Paese: la scuola superiore. Ecco, io credo che una soluzione per la ripresa dei lavori di una struttura importante per il nostro territorio ce la possa dare solo la politica.