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Finalmente la RSA!

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Cornaredo avrà finalmente la sua RSA! E’ stato un lavoro lungo per un servizio atteso da decenni, su cui abbiamo lavorato per oltre due anni al fine di costruire una gara frutto di un progetto credibile e vantaggioso per la nostra comunità. Abbiamo fatto la scelta non semplice di vendere l’area comunale di via Adamello e di inserire nella gara la convenzione con delle prescrizioni tecniche sulla struttura, la gestione e le agevolazioni per i nostri residenti.
Come è cominciato tutto? A inizio legislatura abbiamo deciso di bocciare il progetto ereditato dall’Amministrazione di centrodestra guidata da Bassani perché le tariffe previste erano troppo alte, superiori a 78 euro/giorno, non vi erano agevolazioni di rilievo per i residenti e, legato alla RSA, vi era un progetto di edilizia residenziale per le utenze fragili che dopo 6 mesi si sarebbe trasformato in edilizia libera. In Consiglio comunale i consiglieri di minoranza paventavano il rischio di una causa milionaria ai danni del Comune: la causa c’è stata e il Comune ha vinto, l’operatore non ha più presentato ricorso. Scaduti i termini per eventuali ricorsi abbiamo cominciato a lavorare al progetto stilando le linee guida, confrontandoci con i consiglieri comunali e gli uffici e approvandole in Consiglio comunale la scorsa estate per poi uscire con la gara che ha visto la partecipazione di un operatore.
Cosa prevede la convenzione? L’operatore che ha vinto la gara acquisterà l’area di via Adamello sui cui edificherà la struttura da 100/120 posti con al primo piano un nucleo per malati più fragili. La struttura prevede il rispetto della sostenibilità ambientale ponendo particolare attenzione al benessere abitativo, al risparmio energetico e all’utilizzo di fonti rinnovabili realizzando l’edificio in classe energetica A. La tariffa media sarà di 75,5 euro/giorno, con agevolazioni del 13-14%  per 25 posti letto destinati ai residenti del nostro Comune. La convenzione prevede anche un accordo con l’operatore per l’assunzione del personale dipendente della struttura all’interno del nostro territorio. Nei prossimi mesi verrà redatto il progetto esecutivo, dopodiché si avvieranno i lavori che verranno conclusi entro due anni dall’inizio.


La nostra scelta è stata quella di non pensare di dover fare una RSA a tutti i costi, ma quella di predisporre gli strumenti che potessero garantire l’accesso a un luogo di assistenza per i cittadini anziani e le loro famiglie quale risposta ad un interesse pubblico espresso dalla maggioranza della popolazione. Lo scrivevo qui già due anni fa. Ora ci siamo, possiamo dire che Cornaredo avrà la sua RSA!

Un po’ di chiarezza sulla RSA

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Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale abbiamo votato la modifica del piano delle alienazioni, ossia quei terreni che l’Amministrazione comunale prevede per diversi motivi di vendere, inserendo la vendita dell’area di via Adamello ove prevediamo, in linea con quanto previsto dal piano di governo del territorio, la costruzione di una RSA.
I consiglieri di minoranza ci hanno chiesto conto  di una perizia sul terreno di via Adamello destinato ad una residenza sanitaria assistita, perizia fatta durante la precedente amministrazione in cui il consigliere Gambini, relatore della mozione, era capogruppo della Lega Nord. Quella perizia, fatta nel 2012, non esiste, si conosce solo la cifra di vendita del terreno. Non è mai stata protocollata. Così come accaduto per una perizia simile richiesta nel 2010 sempre dalla giunta di centrodestra e Gambini, insieme con la precedente giunta, ci dovrebbe spiegare come mai si sia chiesta una perizia sull’area e la stessa non sia mai stata protocollata. Noi che allora eravamo consiglieri di opposizione siamo ed eravamo completamente all’oscuro di questi passaggi. Dovrebbero dare spiegazioni prima di tutto ai cittadini sul perché in un anno, questa è la distanza temporale tra le due perizie richieste dal centrodestra all’Agenzia del territorio, il valore del terreno sia passato da 175 € a 132 € al metro quadro pur senza nessun riferimento sul metodo di calcolo.
Noi sulla RSA abbiamo una idea ben precisa e molto diversa dal progetto del centrodestra naufragato nel 2014 che prevedeva sconti irrisori per i residenti di Cornaredo e la possibilità di costruire residenze da vendere, dopo sei mesi, sul libero mercato. Abbiamo deciso di vendere un’area di circa 6.000 mq e di mettere in gara, oltre alla vendita del terreno, anche la convenzione. Su questo documento sarà possibile ottenere migliorie in grado di rendere la struttura accessibile. Una struttura che dovrà essere innovativa, in linea con l’evolversi della normativa regionale e i bisogni della fascia anziana della popolazione. Una RSA aperta al volontariato e in grado di agire con i servizi già offerti nella nostra comunità, capace di prendere in carico i malati cronici fornendo sollievo a quelli non ricoverati in struttura. Va nella stessa direzione la conferma dell’apertura, nonostante qualche rallentamento burocratico, dell’attività di prelievi a San Pietro all’Olmo.
Per questo motivo abbiamo già chiesto una perizia di stima dell’area a un tecnico terzo, la stessa si aggira sui 500 mila euro e intendiamo approvare le linee guida per la gestione della RSA entro fine mese così da procedere con la gara in autunno.
C’è ovviamente il rischio, come sempre in questi casi, che la gara vada deserta. Sono i classici rischi che si corrono con i bandi pubblici di servizi, starà a noi prevedere un bando che “stia in piedi” prevedendo la garanzia di tariffe agevolate per i nostri concittadini piuttosto che permettere la costruzione di nuovi appartamenti per il libero mercato.
Se il centrodestra lo riterrà opportuno siamo sempre disponibili a raccogliere suggerimenti e segnalazioni ma non possiamo permettere che il percorso subisca rallentamenti visto che la nostra comunità attende la RSA da moltissimi anni. Mancano due anni alla scadenza del mandato e ci impegniamo per raggiungere anche questo obiettivo.

Perchè nessuno si debba mai sentire solo

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Vecchi

Oggi un anziano è spesso occupato nell’accudimento dei nipoti ed al contempo, secondo la propria indole, si impegna in attività di volontariato, ricreative, ludiche e culturali. Dall’altro lato i grandi anziani necessitano di tempi e ritmi più tranquilli, di essere tutelati in luoghi assistiti, dove potere condurre una socialità senza ansie nella dimensione del ricordo collettivo a contrasto della solitudine.

Ecco perché le risposte devono essere adeguate e coerenti al bisogno, non solo una mera erogazione di servizi ma una attenta valutazione, una puntuale programmazione ed una più completa progettazione complessiva. Le persone incontrate in questo periodo hanno espresso con chiarezza e determinazione le proprie richieste, spesso semplici ed immediate che esprimono una unica necessità: la riorganizzazione e l’adeguamento degli spazi e delle attività ad esse riservati.

La struttura del Melograno, cuore vitale dell’anzianità cornaredese, necessita di alcuni adeguamenti in termini innovativi (es. aria condizionata, diverso utilizzo delle sale,…) e, dati alla mano, potrebbe essere necessario prevederne l’ampliamento. Maggiori spazi quindi che possono ospitare: salette riservate agli ospiti dei mini-alloggi, sale dedicate agli anziani attivi, forme di residenzialità leggera in co-housing o, in alternativa, un centro diurno assistito.

Anche gli spazi esterni dovranno essere migliorati: tavoli all’ombra degli alberi nel parco, panchine e punti sosta nei percorsi che collegano al centro del paese ed ai servizi di pubblica utilità. Gli orti e la cura di alcune zone a giardino saranno oggetto di co-progettazione con i gruppi interessati.

C’è poi il grande tema della RSA che non può essere ridotto al semplicistico impegno della “posa della prima pietra” e di cui non abbiamo ancora visto dei progetti economici coerenti. La Residenza è un luogo dove si vive un tempo della propria vita – per questo fondamentale motivo la nostra RSA deve soddisfare appieno esigenze economiche e comunitarie, con rette sostenibili e garantendo una quotidiana apertura alla comunità che consenta alle persone ricoverate di mantenere attiva la relazione con i propri cari, gli amici e i conoscenti in spazi adeguati e protetti.

Il cerchio si chiude con un ultimo punto che è anche il punto dal quale ripartire ovvero un “Punto di Accoglienza Anziani” che ascolta, orienta, accompagna l’anziano e la sua famiglia ad individuare le giuste risposte ed infine restituisce, quale osservatorio privilegiato, una analisi evolutiva del bisogno quale utile monitoraggio per un costante aggiornamento progettuale.