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Genova e l’idea di un sistema che non funziona

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C’è solo una cosa che mi fa la stessa paura del disastro accaduto sul Ponte Morandi ed è la reazione che il nostro Paese ha avuto davanti a una tragedia di questo tipo. Non mi riferisco certo all’intervento puntuale dei soccorsi, che ancora una volta hanno dimostrato di essere una macchina efficiente, o della disponibilità a mobilitarsi degli enti locali per trovare alloggi per le famiglie sfollate che abitano sotto il ponte (ma diamine, come è possibile costruire un ponte sopra tutti quei condomini?).
Quello che davvero mi ha lasciato esterrefatto, e continua a farlo, è stata la reazione incredibile ed incredibilmente fuori luogo dimostrata a vari livelli, dai rappresentanti del Governo ai dirigenti delle principali forzi politiche, da sedicenti esperti alle persone comuni sui social, che sono ormai da tempo diventati una delle piazze peggio frequentate del nostro Paese dove tra notizie e immagini false che nessuno si premura di verificare molti danno sfogo alla loro frustrazione esprimendo il peggio di cui sono capaci. Non si è cercato di capire, salvo casi eccezionali, le cause di quanto accaduto, non ci siamo affidati ad esperti ed ingegneri per capire le motivazioni di una simile tragedia, ingegneri che nel frattempo continuano ad interrogarsi senza avere certezze sulle motivazioni tecniche del crollo. Ognuno ha sbrodolato le proprie verità ovunque, affermando che bisognava fare più manutenzione senza avere documenti che provassero gli interventi fatti sul ponte e se gli stessi non fossero sufficienti (probabilmente dopo aver acquisito una laurea in ingegneria nella notte), politici che si accusavano vicendevolmente di non fare o di non aver fatto abbastanza per raccogliere qualche pugno di voti o per dimostrarsi all’opinione pubblica capaci di reagire davanti a una tragedia di questa portata.
Questa necessità ha portato il premier Conte a dichiarare a meno di un giorno dal crollo l’intenzione del Governo di revocare  la concessione ad Autostrade senza valutare le possibili conseguenze di un’operazione di questo tipo ma soprattutto facendolo ergere a giudice con una sentenza definitiva, redatta in proprio e pronta sul tavolo senza possibilità di contraddittorio, così come ha portato alcuni politici a scagliarsi contro chi si è dichiarato contrario al progetto della Gronda come se questa nuova infrastruttura avrebbe potuto evitare l’incidente e altri a prendersela con l’ex ministro Delrio perché “sapeva” già da due anni della pericolosità e non ha fatto nulla. Ora, poniamo che Delrio sapesse della pericolosità di quel ponte e, in preda alla pazzia avesse deciso di non fare nulla, se la situazione era così pericolosa e critica perché il nuovo Ministro dei Trasporti non ha deciso di chiudere la strada?
In situazioni complesse come questa mi viene più facile escludere responsabilità piuttosto che darne ma è oggettivo che Autostrade, la società che ha in concessione quella tratta autostradale, abbia in capo la responsabilità di quanto accaduto e la giustizia dovrà decidere se si poteva fare qualcosa per evitarlo. Quello che di sicuro non funziona è un sistema incapace di reagire con dignità di fronte a una tragedia ma anche incapace di generare quegli anticorpi, se possibile, che ci permettano di metterci in discussione prima e non dopo eventi di questo tipo. Ad esempio perché non esiste una autorità che controlla se sono adeguati gli investimenti e le manutenzioni? Di quello dovrebbe discutere la politica. Perché da un lato si corre per fare grandi opere inutili ma anche quando se ne fanno di utili ci sono comitati che si mettono di traverso a prescindere?  Ci sono persone oggi che invocano la nazionalizzazione delle autostrade ma che fino a ieri insultavano qualunque cosa fosse pubblica quale fonte di spreco e malaffare. E’ proprio un sistema intero che non funziona, da capo a piedi, perché le reazioni ai livelli più alti del nostro Paese sono lo specchio del disastro che troviamo nella piazza peggiore d’Italia.

 

La raccolta differenziata a un anno dall’introduzione del sacco rosso

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Da poco più di un anno nel nostro Comune è attiva la raccolta puntuale del rifiuto secco, la normativa nazionale lo prevede quale obbligo di legge dal 2020. Grazie alla collaborazione di tutta la cittadinanza, a cui va un sentito ringraziamento, la raccolta puntuale sta dando i suoi frutti. Confrontando i dati dei primi 6 mesi del 2017 con l’analogo periodo del 2016, il secco raccolto è diminuito di circa il 30%, significa che ogni mese portiamo al termovalorizzatore circa 100.000 kg di rifiuto secco in meno rispetto agli anni passati perché siamo più attenti a differenziare. Nello stesso tempo sono aumentate le raccolte di plastica (+44%) e carta (+11%). Nel complesso la percentuale di raccolta differenziata è passata dal 58% del 2015 e dal 60% del 2016 al 64% dei primi sei mesi del 2017.
Quest’anno la TARI di tutti gli utenti era molto più leggera, 10-15% in meno rispetto allo scorso anno, ma una parte di essa verrà richiesta nel 2018 come conguaglio proprio sulla base dei sacchi rossi conferiti durante il 2017. Anche dopo il conguaglio, chi sarà stato più attento e avrà conferito meno sacchi rossi della media della sua categoria di appartenenza (le categorie si riferiscono al numero di componenti del nucleo familiare) continuerà a pagare un importo inferiore rispetto agli anni passati.
Una delle problematiche emerse in questi mesi ha riguardato la grandezza dei sacchi rossi, che alcuni cittadini hanno valutato eccessiva rispetto alle proprie esigenze. Per questo motivo è stato installato presso il Municipio un secondo distributore di sacchi rossi più piccoli (70 litri) che i cittadini potranno ritirare dopo aver finito di utilizzare i sacchi ricevuti in precedenza.
E’ bene conferire i sacchi rossi solo quando pieni perché si paga in base al numero di sacchi conferiti e non in base al peso degli stessi. I sacchi rossi non verranno consegnati ogni anno presso le abitazioni come i sacchi per la raccolta di plastica, carta e umido ma, quando si è prossimi a terminarli, possono essere ritirati presso i due distributori presenti in Municipio.
Ci sono alcune utenze, purtroppo è fisiologico, che non usano i sacchi rossi e alcune che non li hanno mai ritirati. Cosa succederà? Ai primi verrà comunque applicato un conferimento presuntivo di sacchi rossi, ovviamente superiore alla media della propria categoria di appartenenza, e su questa base verrà loro calcolata la TARI. Chi invece non ha ancora ritirato i sacchi rossi, oltre a ricevere una TARI calcolata come descritto poco sopra, sarà anche passibile di sanzione (10 euro per ogni mese di ritardo nel ritiro della dotazione). Per ridurre il numero di questi utenti l’ufficio tributi sta facendo un lavoro puntuale di segnalazione e informazione.
Possiamo fare ancora meglio, con la collaborazione di tutti, per creare un sistema ancora più sostenibile e un ambiente migliore.

Il programma della Festa del Paese 2016

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Sabato cominciano le iniziative per la Festa del Paese. Ci saranno le giostre, a cominciare da giovedì e fino a domenica 11, ci saranno i fuochi d’artificio martedì sera e la Fiera agrozootecnica del lunedì che arriva alla venticinquesima edizione .
Si comincia sabato con l’inaugurazione della mostra di modellismo e lo spettacolo delle arti di strada la sera in Piazza Libertà. Uno spettacolo con artisti sui trampoli, fuoco vivo ed elementi pirotecnici.
Domenica si prosegue con mostre di pittura e ceramica a cura della Pro Loco, la fiera delle merci per tutto il Paese, dimostrazioni di ballo e danza in Piazzetta Dugnani e via Roma, lo spettacolo musicale della sera, band giovanili e tributo agli artisti rock emiliani, e sopratutto la presenza di tutte le nostre associazioni con alcune esibizioni dimostrative. Sarà anche possibile gustare a pranzo e cena i risotti della Festa preparati dai bar del nostro Comune.
Il lunedì della festa si comincia con la venticinquesima edizione della fiera agrozootecnica presso il piazzale don Carlo Aresi, il mercato Campagna amica a cura di Coldiretti, caroselli equestri e automobili a pedali con circuito e tanto altro ad intrecciare la tradizione con il presente. Quest’anno la zona della Fiera sarà animata anche nel pomeriggio fino alle 18. Non mancheranno le associazione del nostro territorio, gli amici del cortile con le loro iniziative e lo spettacolo serale in Piazzetta Dugnani, la premiazione del Corniolo d’oro e la messa con la processione. Martedì si chiude con le esibizioni delle scuole di danza e lo spettacolo dei fuochi di artificio. Qui trovate il programma completo.
La festa del Paese é di tutti. Serve a ricordarci da dove arriviamo, a conoscere le tante associazioni del nostro territorio, a divertirci e a sorridere. È proprio per ricordare come era un tempo il nostro Comune lungo le vie dei centri storici di Cornaredo e San Pietro all’Olmo troverete delle foto “storiche”, di qualche anno fa. Viviamo la festa del Paese con il giusto spirito!

Se Milano mi ricorda Genova

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Ho incominciato ad interessarmi di politica dopo il G8 di Genova, non ero ancora maggiorenne ma in quei giorni capii che impegnarsi in prima persona poteva essere il mio unico modo per rispondere a quelle immagini. Ero ancora un po’ idealista, come si è tutti a quell’età. Ero angosciato, mettere a ferro e fuoco una città era davvero una cosa inconcepibile. Anche se Genova non era la mia città, in quel momento mi sentivo di farne parte, di essere uno di quei cittadini che guardava dalle finestre le proprie vie distrutte.
Dove non era arrivato papà con la sua passione e il suo impegno civile, sono arrivate quelle immagini. Ho cominciato ad interessarmi, a leggere, ad impegnarmi, a partecipare a riunioni noiosissime, a pensare globale ed agire locale come un tempo si cantava alle manifestazioni.
Oggi c’è Milano. C’è la solita angoscia, anzi forse di più perché è la mia grande città. Perché qui ho studiato, lavorato, mi sono innamorato e qui sono almeno due/tre volte a settimana. Una angoscia che é anche fisica. Di più, forse anche perché quasi 15 anni dopo l’inizio del mio impegno mi rendo conto che, anche se sto realizzando il sogno di fare il sindaco del paese che amo, non ho cambiato assolutamente nulla. Forse qualcosa, nel mio piccolo.
Però lo ringrazio anche quell’impegno, li ringrazio quei giorni di luglio. Perché mi permettono, oggi, di avere una posizione netta contro chi sta devastando Milano senza alcuna giustificazione plausibile. Mi permettono, oggi, di capire che la posizione giusta non é sicuramente quella di questi idioti. Mi permettono anche di non essere indifferente a quanto accadde, di essere angosciato. Ho anche tanta rabbia contro queste persone. Non ho mai fatto a botte con nessuno, ma in questo momento credo che riuscirei ad assestare qualche pugno ben indirizzato. Protestano (?) contro il mondo che non da possibilità e futuro, ma persone con questo cervello potrebbe averlo un futuro? E se lo meritano? Io me li immagino quando sono partiti dalle loro case, la miseria di pensare di andare a spaccare vetrine che ai miei occhi li rende semplicemente dei falliti.
Bruciano macchine e negozi pensando di toccare i governanti che tanto odiano. Non riescono a capire che quelli, soprattuto in questo periodo, sono i sacrifici di tante persone che oggi riposano e non lavorano.
Milano si riprenderà perché è forte ed orgogliosa, spero ci riprenderemo anche noi che, davvero senza presunzione e al di là di quello che pensiamo di EXPO, siamo la parte più grande e più bella di questo Paese, quella che lavora per dare ai propri figli un futuro migliore.
Io nel frattempo continuo a impegnarmi.

Giuliano Pisapia a Cornaredo per Yuri Santagostino Sindaco

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Vi aspettiamo venerdi 23 maggio dalle 19 in Piazza Libertà per la festa di chiusura della campagna elettorale! Sarà con noi Giuliano Pisapia, sindaco di Milano. A seguire, concerto di Emma T & The Groovy Lemons!

 

Scuola superiore: meno parole, più concretezza

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La domanda sullo stato  della scuola superiore mi viene posta ad ogni incontro cui partecipo, a San Pietro all’Olmo, Cascina Croce o Cornaredo. Tutti chiedono chi si sta occupando dei lavori, quando finiranno e chi paga: facciamo un po’ di chiarezza. I lavori sono a carico della Provincia di Milano e il Comune di Cornaredo, avendo messo a disposizione il terreno su cui sorge la scuola, non ha perso né versato un euro. Questo è quello che sappiamo.

Quello che non sappiamo è quando riprenderanno e verranno terminati i lavori, benché ieri (20 maggio) dall’attuale maggioranza abbiano fatto sapere che a breve il cantiere riprenderà vita. Nonostante le dichiarazioni di routine, ogni volta ci viene risposto “tra qualche mese” e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: dopo la posa della prima pietra a settembre 2009 la scuola superiore è ancora lì che aspetta di essere conclusa, nonostante il nostro sindaco fosse anche consigliere provinciale.

Ci impegniamo perché l’Amministrazione comunale solleciti la Provincia e la nascitura Città metropolitana perché Cornaredo abbia la sua scuola superiore il prima possibile.

Perchè nessuno si debba mai sentire solo

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Vecchi

Oggi un anziano è spesso occupato nell’accudimento dei nipoti ed al contempo, secondo la propria indole, si impegna in attività di volontariato, ricreative, ludiche e culturali. Dall’altro lato i grandi anziani necessitano di tempi e ritmi più tranquilli, di essere tutelati in luoghi assistiti, dove potere condurre una socialità senza ansie nella dimensione del ricordo collettivo a contrasto della solitudine.

Ecco perché le risposte devono essere adeguate e coerenti al bisogno, non solo una mera erogazione di servizi ma una attenta valutazione, una puntuale programmazione ed una più completa progettazione complessiva. Le persone incontrate in questo periodo hanno espresso con chiarezza e determinazione le proprie richieste, spesso semplici ed immediate che esprimono una unica necessità: la riorganizzazione e l’adeguamento degli spazi e delle attività ad esse riservati.

La struttura del Melograno, cuore vitale dell’anzianità cornaredese, necessita di alcuni adeguamenti in termini innovativi (es. aria condizionata, diverso utilizzo delle sale,…) e, dati alla mano, potrebbe essere necessario prevederne l’ampliamento. Maggiori spazi quindi che possono ospitare: salette riservate agli ospiti dei mini-alloggi, sale dedicate agli anziani attivi, forme di residenzialità leggera in co-housing o, in alternativa, un centro diurno assistito.

Anche gli spazi esterni dovranno essere migliorati: tavoli all’ombra degli alberi nel parco, panchine e punti sosta nei percorsi che collegano al centro del paese ed ai servizi di pubblica utilità. Gli orti e la cura di alcune zone a giardino saranno oggetto di co-progettazione con i gruppi interessati.

C’è poi il grande tema della RSA che non può essere ridotto al semplicistico impegno della “posa della prima pietra” e di cui non abbiamo ancora visto dei progetti economici coerenti. La Residenza è un luogo dove si vive un tempo della propria vita – per questo fondamentale motivo la nostra RSA deve soddisfare appieno esigenze economiche e comunitarie, con rette sostenibili e garantendo una quotidiana apertura alla comunità che consenta alle persone ricoverate di mantenere attiva la relazione con i propri cari, gli amici e i conoscenti in spazi adeguati e protetti.

Il cerchio si chiude con un ultimo punto che è anche il punto dal quale ripartire ovvero un “Punto di Accoglienza Anziani” che ascolta, orienta, accompagna l’anziano e la sua famiglia ad individuare le giuste risposte ed infine restituisce, quale osservatorio privilegiato, una analisi evolutiva del bisogno quale utile monitoraggio per un costante aggiornamento progettuale.