amministrazione

Cosa dice la legge di stabilità per i Comuni

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È vero, si tratta ancora di una bozza ma l’impatto che la legge di stabilità ha sul sistema degli enti locali è tale per cui anche la lettura del testo definitivo permette di cogliere spunti interessanti per capire le intenzioni del governo e quale stagione attende i Comuni. Allora mi sono cimentato in questa lettura e di seguito vi sono le luci e le ombre contenute nella manovra.
Si parte con l’abolizione della TASI sulle abitazioni principali, sicuramente una scelta che accoglierà molti consensi ma meglio sarebbe se da questa esenzione fossero esclusi gli immobili di lusso, ville e castelli. Non tanto dal punto di vista pratico, parliamo di un gettito di 90 milioni su scala nazionale ma da quello simbolico. Non perché la ricchezza sia una colpa ma per un principio di solidarietà per cui chi ha di più paga un po’ di più rispetto a chi si può permettere meno.
Il gettito TASI per i comuni viene restituito con un fondo statale che prevede un trasferimento compensativo della stessa entità. Bene la compensazione, ma questa misura impedisce una vera autonomia degli enti locali che saranno ancora di più legati ai trasferimenti del governo centrale che, come dimostrato in questi anni, possono diminuire da un anno all’altro senza che i comuni vi possano fare nulla o incidere visto che la definizione del trasferimento è competenza del governo centrale.
Sono previsti ulteriori tagli, circa 300 milioni su scala nazionale, per i comuni (Cornaredo dovrebbe avere un taglio stimato nel 2016, in base a questi numeri, da 50 a 100 mila euro) e saranno ripartiti per il 40% sulla base dei fabbisogni standard (lo scorso anno questa percentuale era al 20).
Sicuramente positive le misure che prevedono l’abolizione del patto di stabilità (finalmente!), gli unici vincoli richiesti sono il pareggio di competenza e la percentuale degli interessi sul debito in rapporto alle entrate inferiore al 10%, e la possibilità di spendere parte dall’avanzo per l’edilizia scolastica (si era però partiti dalla possibilità di non aver vincoli per la spesa dello stesso, ora c’è il vincolo della destinazione e del plafond di 500 milioni da distribuire per tutti i comuni).
Credo che rispetto alle norme contenute nelle precedenti legge di stabilità, senza distinzione di colore politico, questa rappresenti un passo in avanti anche se troppe sono ancora le ombre ed emerge, evidente e reale, la mancanza di una vera autonomia per gli enti locali. La finanza locale non può cambiare le regole ogni anno, i sindaci non possono attendere la legge di stabilità per impostare la programmazione nei comuni per tempo, programmare a febbraio è diverso da programmare in estate. Abbiamo bisogno di una local tax e di una riforma della finanza locale che individui una volta per tutte le leve fiscali dei comuni, elimini i trasferimenti statali e dia davvero piena autonomia agli enti locali.

Pensiamoci insieme, il bilancio partecipativo del Comune di Cornaredo

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Molto spesso qualche cittadino mi scrive o mi racconta di un proprio progetto, un’idea, anche semplice, che migliorerebbe la vita del proprio quartiere o sarebbe in grado di rispondere a una esigenza di un certo numero di persone del nostro Comune. Bene, è arrivato il momento in cui questi progetti possono trasformarsi in proposte concrete ed essere realizzati.

Come fare? Con il bilancio partecipativo.
Il bilancio partecipativo é uno strumento che vogliamo utilizzare per coinvolgere i cittadini nelle decisioni che competono a una amministrazione comunale, assumendosi la responsabilità non solo della proposta ma diventando protagonisti della fase decisionale.

Cosa si può proporre? Progetti, iniziative e interventi di competenza del Comune, che possono essere realizzati con il budget a disposizione per ciascun tema chiave:

  • CULTURA, SPORT E GIOVANI: 30.000 €
  • FAMIGLIA E SOLIDARIETÀ: 50.000 €
  • AMBIENTE, RISPARMIO ENERGETICO E CURA DELLA CITTÀ: 100.000 €

Ogni partecipante può presentare al massimo 1 proposta.

Come funziona? Il percorso di coinvolgimento prevede tre fasi.

RACCOLTA DELLE PROPOSTE (ottobre-novembre)

Ciascuno può proporre un’idea o un progetto su uno dei 3 temi chiave tramite il questionario che arriverà a casa e che sarà disponibile anche online. I cittadini possono presentare una proposta individuale oppure condivisa insieme ad amici, compagni, colleghi, in famiglia o con il proprio gruppo/organizzazione di riferimento. Le proposte condivise, presenti in più questionari, avranno maggiori possibilità di arrivare alla votazione finale.

Un esempio: se un’associazione, una scuola o un condominio decide di presentare una proposta condivisa, ogni membro del gruppo compila individualmente il questionario riportando la proposta decisa insieme, indicando il nome del gruppo di riferimento nell’apposito spazio e i contatti di un referente. Se i membri del gruppo sono 10, il Comune riceverà 10 questionari e la proposta condivisa conterà 10 preferenze.

Ogni partecipante può compilare un solo questionario e quindi presentare una sola proposta. I questionari potranno essere consegnati in uno dei punti di raccolta presenti in Città oppure scansionati e inviati tramite mail a bilanciopartecipativo@comune.cornaredo.mi.it. In alternativa i questionari possono essere compilati direttamente online su questo sito, entro e non oltre il 30 novembre.

VERIFICA DI FATTIBILITÀ E INDIVIDUAZIONE DELLE PROPOSTE FINALISTE (dicembre-gennaio)

Tra le proposte che superano la verifica di fattibilità tecnica ed economica, verranno selezionate, per ciascun tema, le 5 che hanno ottenuto più preferenze. Saranno presentate alla Città, direttamente dai cittadini che le hanno proposte, in una serata dedicata.

VOTO (febbraio-marzo)

In occasione della Giornata della Partecipazione, i cittadini potranno votare la proposta che preferiscono su ciascun tema, recandosi in uno dei seggi allestiti in Città. Le proposte vincitrici saranno finanziate fino al raggiungimento del relativo budget per un solo anno.

Il 13 ottobre alle 21 presso l’auditorium in Filanda ci sarà il primo incontro pubblico con i cittadini.

Il programma della festa di San Pietro all’Olmo

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Ottobre non é solo il mese autunnale per eccellenza ma per i sampietrini é il mese dell’ottobre sampietrino, il mese della festa.
Quest’anno, nel centenario della grande guerra, abbiamo deciso di proporre una commemorazione di un evento che ha segnato la storia dell’Europa e del nostro Paese attraverso la rievocazione storica di una battaglia e una mostra a cura dell’Ecoistituto della valle del Ticino ONLUS.
Ma procediamo con ordine. Si comincerà sabato 3 ottobre nel pomeriggio con la festa della biblioteca presso la biblioteca di San Pietro e la mostra di pittura “I bambini e il gelato nel mondo” presso l’oratorio San Luigi. La sera appuntamento nella Chiesa di San Pietro con il Concerto per banda e coro, a cura della banda di San Pietro e della Schola Cantorum parrocchiale.
Domenica 4 ottobre Piazza della Chiesa Vecchia andrà indietro nel tempo fino all’inizio del novecento con giochi e costumi dell’epoca e l’allestimento dell’accampamento e delle trincee. Nel pomeriggio rievocazione storica di una battaglia con accoglienza del reggimento di artiglieria a cavallo “Voloire” dell’esercito italiano e canti alpini. Le Acli offriranno il vin brûlé, la Pro loco le castagne, sarà aperta la sede del Cai e si potrà visitare con le guide la nostra Chiesa Vecchia.
Piazza Dubini sarà invece animata dalle associazioni e le attività commerciali di San Pietro all’Olmo. Ci saranno l’autoemoteca per effettuare il test di idoneità alla donazione del sangue, mostre di pittura, aperitivi, merende ed esibizioni di Twirling e scuole di ballo. Presso l’area mercato ci saranno le giostre mentre sarà possibile visitare il bosco Cini.
Lunedì sarà possibile mangiare la trippa presso la cooperativa, le Acli e la risotteria.
Tutto ottobre sarà poi segnato da concerti e rappresentazioni teatrali.

Trovate qui tutto il programma

Il programma della festa del Paese

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Sabato cominceranno le iniziative legate all’edizione della festa del Paese 2015. Una edizione che abbiamo voluto mantenesse le proprie radici nella tradizione della nostra comunità ma fosse capace di introdurre delle novità che speriamo possano essere gradite dai nostri concittadini.
Ci saranno le giostre, a cominciare da giovedì e fino a domenica 13, ci saranno i fuochi d’artificio martedì sera e la fiera agrozootecnica del lunedì che viene confermata dopo lo scorso anno.
Andiamo però con ordine. Si comincia sabato con l’inaugurazione della mostra “Calpesta la guerra” presso la sala esposizioni della Filanda, spazio musicale presso l’area parco di via Sturzo, il totem interattivo dedicato ad EXPO nell’atrio del municipio a cura dell’Università di agraria, lo spettacolo delle fontane la sera nella piazza del Municipio e l’inaugurazione della mostra di modellismo.
Domenica si prosegue con la pittura a cura della Pro Loco, la fiera delle merci per tutto il Paese, iniziative per i nostri amici a quattro zampe, lo spettacolo musicale della sera e sopratutto la presenza di tutte le nostre associazioni con alcune esibizioni dimostrative. Sarà anche possibile gustare a pranzo e cena i risotti della Festa preparati da alcuni bar del nostro Comune.
Il lunedì della festa si comincia con la fiera agrozootecnica presso il piazzale don Carlo Aresi, il mercato Campagna amica a cura di Coldiretti , i laboratori didattici di “UN EXPO PER TUTTI” e tanto altro ad intrecciare la tradizione con il presente. Non mancheranno le associazione del nostro territorio, gli amici del cortile con le loro iniziative e lo spettacolo serale in Piazzetta Dugnani, la premiazione del Corniolo d’oro e la messa con la processione. Martedì si chiude con le esibizioni delle scuole di danza e lo spettacolo dei fuochi di artificio. Qui il programma completo.
La festa sarà anche l’occasione per salutare don Emiliano che presto andrà a Magenta, riabbracciare don Claudio e sperimentare il nuovo servizio di Wi-Fi gratuito presso Piazza Libertà.
La festa del Paese é di tutti. Viviamola con il giusto spirito, divertiamoci ma rispettiamo tutti in modo che tutti si possano divertire e utilizziamo questi giorni riscoprendo da dove arriviamo, scoprendo meglio cosa ha da offrire il nostro territorio e rincontrando persone che non vediamo da un po’.

Ogni azienda di Cornaredo ha una storia da raccontare

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Come detto nelle scorse settimane ho dedicato il mese di luglio a visitare alcune attività produttive del nostro territorio, sono arrivato quasi a una ventina di aziende e non ho ancora terminato il giro di visite che proseguirà a settembre. Non ho adottato nessun ordine logico nelle visite e questo mi ha permesso di svariare da aziende del settore alimentare a quelle di alta tecnologia, da quelle meccaniche alle carpenterie. A metà di questo viaggio mi porto dietro tre parole e un senso di orgoglio nell’essere il sindaco del Comune su cui queste aziende insistono.

Eccellenza. Sapevate ad esempio che una azienda di Cornaredo ha creato e montato la struttura di 4 padiglioni di Expo, tra cui padiglione Italia, o che una azienda di Cornaredo ha creato il software per definire gli impianti di illuminazione pubblica di Roma, Milano e Parigi? Io l’ho scoperto, non lo sapevo nemmeno io. Ogni azienda ha una piccola eccellenza da raccontare che la rende unica, che da senso del lavoro e dell’impegno di ognuno.

Passione. Passione infinita nel proprio lavoro e nel proprio impegno. Passione che ha portato a fare molti sacrifici e che permette di avere ancora oggi l’entusiasmo di un tempo.

Una storia. A tutti ho chiesto perché e come hanno iniziato la loro attività e perché si sono insediati a Cornaredo. Tutti hanno una storia da raccontare. Chi è qui da generazioni e ha dovuto superare momenti complicati, chi il momento complicato lo sta vivendo ora, chi ha cominciato per hobby e chi progetta di ampliare la propria attività perché fortunatamente il settore in cui lavora non ha risentito della crisi. Ogni storia è unica e ci sono alcune tra le storie più belle del nostro Paese.

Il piano diritto allo studio: un’opportunità per i nostri ragazzi ma anche per la nostra comunità

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Nella seduta del consiglio comunale di lunedì è stato approvato il piano diritto allo studio. Un piano condiviso in maniera trasversale, dalla consulta diritto allo studio (in cui sono presenti i rappresentanti delle scuole, degli insegnanti, dei genitori e dell’amministrazione comunale) per finire con tutta la giunta comunale, per ribadire che il futuro dei nostri ragazzi è il futuro della nostra comunità e deve vedere tutta la “generazione adulta” impegnata per crescerli ed educarli al meglio.

In questo piano c’è la politica, una politica che va al di là degli schieramenti e non ha una connotazione. Una politica bella che passa dal Patto educativo territoriale proposto dalle scuole fino al pedibus per costruire una scuola più sostenibile, da una maggiore consapevolezza dei ragazzi rispetto alla cosa pubblica con il ritorno del “Consiglio comunale dei ragazzi” a una maggiore equità delle rette dei servizi scolastici ad invarianza di introito.

Una scuola al passo coi tempi: proseguiremo con l’acquisto di ulteriori LIM da mettere nelle aule dei nostri ragazzi (abbiamo promesso di metterne una in ogni classe nell’arco dei 5 anni di amministrazione) e porteremo la rete wi-fi in ogni plesso. Una scuola più sicura: l’investimento per la riqualificazione delle strutture scolastiche nel biennio scolastico 2014/16 è di 744.500 euro.

Soprattutto, una scuola all’avanguardia dal punto di vista dell’offerta formativa con un incremento delle risorse destinate ai progetti proposti dall’Amministrazione che passa da 42.000 a 52.100 euro. Qui trovate tutto il piano diritto allo studio che ho provato a sintetizzare in poche righe.

Sulla scuola, più che su ogni altro tema, non è necessario dividersi. E’ stato apprezzabile che nessuno dei consiglieri di minoranza abbia votato contro il piano. In questo anno scolastico abbiamo avuto un esempio lampante di quanto sia importante collaborare per il bene dei nostri ragazzi: gli straordinari genitori che durante il mese di dicembre hanno messo a disposizione il loro tempo per tinteggiare gran parte della scuola di via Sturzo (l’ultima parte verrà terminata questa estate, una volta ultimati i lavori di riqualificazione energetica), partiamo dal loro esempio per immaginare la scuola e soprattutto la comunità di domani.

I lavori di questa estate

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Questa estate parte del patrimonio pubblico comunale sarà oggetto di lavori importanti, a cominciare dalle strutture scolastiche su cui sono previsti numerosi lavori di messa in sicurezza, efficientamento energetico e piccoli lavori di manutenzione.
Abbiamo proceduto guardando prima alla sicurezza degli edifici e soprattutto all’incolumità di chi li vive quotidianamente, sapendo che molto c’è da fare e l’unica regola che seguiamo per tutti i lavori è quella della priorità: si comincia da quelli “più” necessari e mano a mano si va avanti, il mandato amministrativo è su più anni. Qualcuno si arrabbierà perché penserà che non facciamo la strada sotto casa sua nonostante sia in condizioni pessime. Lo ripeto, un po’ per volta a cominciare da quelle ridotte peggio.

Di seguito un elenco sintetico delle maggiori opere:
– ristrutturazione dei bagni e rifacimento del pavimento dell’aula di artistica della Scuola Muratori
– rifacimento e messa in sicurezza della scalinata con vetrata della scuola Curiel
– riqualificazione energetica della scuola di via Sturzo con sostituzione dei serramenti e lavori sul cappotto dell’edificio
– bagno con accesso disabili presso la scuola di via Volta
– rifacimento della recinzione interna ed esterna della scuola di IV Novembre e della pavimentazione della palestra con aggiunta del vespaio
– lavori presso il cimitero di Cornaredo prevedendo: nuovi cinerari e ossari con sostituzione di lastre in marmo, recupero dell’atrio nell’ingresso principale e sistemazione dei bagni e fontanelle
– lavori per la creazione di un’area cani nel Parco di via San Siro e in via dei Giardini
– manutenzione dei marciapiedi di via Berlinguer, via F.lli Cervi, via Archimede, piazzetta Europa, via IV Novembre,  via Brera (non tutti i marciapiedi delle vie citate vengono rifatti totalmente) e asfaltatura del parcheggio di via Cascina Croce 226
– asfaltatura di via Carducci e di via Cavour (ad opera di CAP)
Si tratta di lavori per circa 600 mila euro, alcuni già iniziati in queste settimane, gli ultimi  assegnati in questo mese di luglio. Il mese di agosto sarà quindi fondamentale lo stato di avanzamento dei lavori. L’obiettivo è come al solito terminarli il prima possibile, in tempo con l’inizio di tutte le attività di settembre.

Breve sintesi del bilancio di previsione 2015

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Come ho già avuto modo di dire molte volte in passato, gli enti locali si trovano negli ultimi anni a vivere una situazione drammatica. Non parlo solamente della questione relativa alle risorse finanziarie su cui mi soffermerò tra poco, ma parlo proprio dell’idea dell’istituzione “Comune” che si ha dal 2007 ad oggi, nonostante l’avvicendamento al governo nazionale di centrosinistra, centrodestra e tecnici.

I comuni dovrebbero esistere per garantire servizi efficenti e vicini alle esigenze dei cittadini, una qualità della vita adeguata alle aspettative e un orizzonte di serenità che permetta di progettare il proprio futuro. Da alcuni anni, però, i comuni sembrano ridotti a essere dei meri esattori per conto dello Stato. Quest’anno il nostro Comune diventerà un contributore netto dello Stato: ciò significa che Cornaredo darà allo Stato più di quanto riceverà dallo stesso. Questa situazione è il risultato di un taglio sul fondo di solidarietà comunale che dal  2011 ad oggi è stato di circa 2,4 milioni (il 15% circa su un bilancio come quello del Comune di Cornaredo). Per questo insieme con ANCI da anni proponiamo di eliminare i trasferimenti  senza chiedere più nulla ai Comuni, in modo che gli stessi possano programmare i propri bilanci in maniera autonoma senza dover sperare che questo o quel governo non faccia nuovi tagli.

Il bilancio del nostro Comune, nella sua parte corrente, vale circa 15,6 milioni di euro. In questi mesi abbiamo fatto un lavoro puntuale che ci ha permesso di risparmiare circa 300 mila euro rispetto al bilancio di previsione dello scorso anno, senza tagliare in nessun modo i servizi al cittadino. In particolare le spese vengono suddivise in base ai servizi erogati: ai servizi sociali (ad es. contributi RSA, erp – edilizia residenziale pubblica, anziani, centro melograno, centri estivi) sono destinati 3,2 milioni di euro; ai lavori pubblici e urbanistica (ad es. manutenzioni ordinarie, parchi e ambiente) 2,5 milioni; ai servizi educativi (scuola e politiche giovanili) 2,2 milioni; a cultura e sport 833 mila euro e alla sicurezza 883 mila euro.

Lo scorso anno abbiamo confermato una TASI molto bassa, la più bassa della nostra zona, sacrificando il bilancio del 2014 e utilizzando entrate “una tantum” proprio perché consci che le famiglie affrontavano un anno difficile dal punto di vista del bilancio familiare. Quest’anno non è più stato possibile continuare su questa strada, le entrate “una tantum” legate agli oneri di urbanizzazione sono nettamente inferiori (l’anno scorso finanziavano 1,1 milioni di euro mentre quest’anno solo 112 mila euro) e ci siamo dovuti attestare su un livello di tassazione simile a quello degli altri comuni che ci stanno intorno (Settimo, Vanzago e Rho sono come noi; Pregnana Milanese ha una tassazione leggermente più alta mentre Bareggio un po’ più bassa).

Per questo motivo quest’anno la TASI sull’abitazione principale sarà al 3 per mille, l’IMU invece non subisce modifiche, e prevede detrazioni in base alla rendita catastale delle stesse, figli under 26 non a carico nel nucleo familiare e soggetti disabili. Una misura di equità che chiede un po’ meno alle famiglie e a chi ha abitazioni più modeste.

Per ciò che riguarda gli altri immobili abbiamo voluto salvaguardare i nostri commercianti non prevedendo nessun aumento, conoscendo le tante difficoltà che già vengono affrontate per attività che servono a mantenere il nostro comune vivo durante il giorno.

Abbiamo agito anche sull’IRPEF: dal 2012 Cornaredo ha l’aliquota dello 0,8 per mille, da quest’anno i redditi da 0 a 10.000 euro annui saranno esentati dal pagamento dell’aliquota proprio per una maggiore equità e per chiedere meno a chi ha più difficoltà. Sempre seguendo questo ragionamento abbiamo rivisto le tariffe dei servizi scolastici a domanda individuale introducendo due fasce di reddito in più, passando da cinque a sette, e prevedendo agevolazioni per chi ha più figli che usufruiscono del servizio. Ciò significa che, mentre lo scorso anno l’80% delle famiglie era nella fascia tariffaria più alta, quest’anno le famiglie in questa condizione saranno il 60%.

Proseguiremo con i progetti avviati quest’anno ma anche con nuove idee e strumenti come la tariffazione puntuale, il bilancio partecipato e il wi-fi nei luoghi pubblici, ma soprattutto continueremo nella costruzione di una amministrazione più vicina ai propri cittadini e una comunità, la nostra, quella di tutti, più solidale.

Il progetto del campo pozzi di Cascina croce

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Il progetto del Campo pozzi interessa il Comune di Cornaredo dal lontano 2001. Da quell’anno ha subito importanti modifiche (conformazione della struttura della centrale di trattamento, portata di acqua emunta dalla falda, territorio sovracomunale servito) senza riuscire a superare mai la fase di progetto preliminare.
Il progetto prevede la creazione di 4 pozzi in un’area di Cascina croce, accessibile da via Pastrengo, per attingere acqua da falde sotterranee e distribuirla a Cornaredo e nei comuni a nord del nostro che, a causa della conformazione della falda posta sotto di loro, hanno un’acqua ricca di nitrati. La nostra falda, da intendere non come un lago che si esaurirà ma come un fiume sotterraneo che scorre e finisce nel mare rientrando nel ciclo dell’acqua, invece ha la fortuna di avere un’acqua purissima che non ha bisogno di depurazione.
L’intenzione che abbiamo avuto fin da subito come Amministrazione comunale é stata quella di fare una scelta netta: approfondire il progetto, valutando il costo/opportunità per la nostra comunità, e decidere se proseguire o interromperlo.
Questo percorso è cominciato con la visita di un campo pozzi, sempre eseguito da CAP, a Pozzuolo Martesana (li i pozzi in realtà sono otto e dopo alcuni anni di funzionamento il complesso non da alcun tipo di problema), per renderci conto visivamente di quale sarebbe stato l’impatto del progetto.
Dopo questo sopralluogo abbiamo svolto numerosi incontri con CAP per approfondire dubbi e perplessità, riportando anche richieste di chiarimenti frutto di una petizione promossa da alcuni cittadini ormai più di un anno fa. Convinti del progetto, ma sempre attenti all’impatto che avrà sul territorio e il monitoraggio necessario post-operam, abbiamo coinvolto anche chi, tra le associazioni ambientaliste del territorio e i promotori della petizione, si è sempre dimostrato preoccupato e dubbioso rispetto all’opera organizzando più di un confronto con CAP, l’ultimo ieri sera in una assemblea pubblica.
Da questi incontri sono emerse le tematiche che è stato necessario approfondire o su cui chiedere a CAP una risposta puntuale: l’utilità odierna dell’opera, il rischio di inquinamento della falda sotterranea, le ripercussioni sui fontanili, il rischio di creazione di depressioni nel terreno e il monitoraggio dei lavori e post-operam.
Anche nella serata di ieri sono emersi alcuni dubbi e sono state poste domande che meritano attenzione. Per questo abbiamo voluto raccogliere tutte le domande e considerazioni ricevute, con relative risposte, e renderle pubbliche sul sito comunale: le troverete on line entro pochi giorni. (Eccole qua)
Ora il percorso prosegue con ulteriori passaggi formali in cui sarà necessario confrontarsi con gli altri Enti coinvolti dal progetto (Parco agricolo, ASL, consorzio Villoresi, ARPA). Non dobbiamo però dimenticare che CAP é una società interamente pubblica, la cui proprietà é detenuta da tutti i comuni della ex Provincia di Milano e così rimarrà. E’ la società che fa uscire l’acqua dai nostri rubinetti e quella che controlla l’acqua che bevono i nostri figli. É importante invece capire quale sia la motivazione principale che giustifica l’opera: la necessità di creare un sistema resiliente, ossia un sistema capace di resistere a possibili deficit (guasti o inquinamenti per esempio), capace di intervenire nel momento in cui ci fossero delle problematiche connesse alle reti del nostro territorio senza far mancare l’acqua a nessuno.

Il patto di stabilità, questo sconosciuto

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Spiegare cosa sia il patto di stabilità non é assolutamente un esercizio semplice. Non tanto dal punto di vista tecnico, ma perché si tratta di un vincolo talmente assurdo che molto spesso le persone non credono possa realmente esistere. Raccontata semplicemente: il Comune ha un tesoretto di risorse proprie, accumulato negli anni, che per via dei vincoli posti dal patto di stabilità non può spendere. In particolare il saldo tra entrate e uscite del comune deve essere positivo e superiore a una cifra che per quest’anno per Cornaredo si aggira sui 500 mila euro.
Utilizzando una metafora si potrebbe dire che funziona così: partiamo dal presupposto che i comuni siano dei dipendenti di una azienda e che questi dipendenti ricevano una retribuzione per il lavoro che svolgono, una retribuzione neanche troppo alta a dirla tutta. Bene, la stessa azienda impone ai dipendenti di non poter spendere le risorse derivanti dalla retribuzione ricevuta, e quindi dal loro lavoro, perché l’azienda deve garantire di non indebitarsi ulteriormente. Quindi a fungere da garanzia sono le retribuzioni dei dipendenti. É una storia assurda, ma il patto di stabilità funziona davvero così.
Tutti i comuni, non solo quello di Cornaredo, non possono investire parte delle risorse che hanno a disposizione. Risorse che sono accumulate e non spese da anni. Per noi la cifra é di qualche centinaia di migliaia di euro, per i nostri vicini di casa di Settimo Milanese parliamo di una cifra molto più alta. Questa condizione ha portato a una situazione insopportabile sia per le amministrazioni locali che vedono i loro investimenti limitati (la spesa per gli investimenti dal 2007 ad oggi é diminuita del 25% per il totale dei comuni) ma anche per le economie locali. Le piccole aziende che lavorano nei territori, e con le amministrazioni locali in primis, hanno risentito per prime di questa riduzione di spesa entrando in una spirale di difficoltà da cui molto non sono riuscite ad uscire.
E questa é la parte relativa al patto di stabilità. Quella sui tagli ai trasferimenti statali che il comune di Cornaredo ha ricevuto negli ultimi anni, con governi di centrodestra e centrosinistra, ve la racconterò a breve quando ci diranno quali tagli dovremo subire quest’anno.
Per questo motivo ritengo inconcepibile che anche in questi giorni si parli ancora di tagli ai comuni.