amministrazione

Misure di supporto in questa fase di emergenza

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Nel corso del Consiglio comunale del 28 maggio abbiamo previsto numerose misure per sostenere chi si trova in difficoltà ma anche per interventi volti a sostenere le opere pubbliche nel nostro territorio . In una fase di emergenza come quella che stiamo vivendo abbiamo deciso di intervenire principalmente su due fronti: supporto per chi è in difficoltà e investimenti in lavori pubblici per innescare cicli economici virtuosi su scala territoriale.
Sul primo fronte abbiamo agito su due direttrici: interventi sui tributi locali per le utenze non domestiche che sono dovute rimanere chiuse durante gli scorsi mesi e contributi specifici per le famiglie. Le utenze non domestiche non pagheranno la TARI per i 2 o 3 mesi in cui sono rimaste chiuse, per lo stesso periodo non pagheranno l’occupazione di suolo pubblico (il Dl Rilancio prevede esenzione in aggiunta fino al 31 ottobre) e la tassa sulla pubblicità.
Per le famiglie invece oltre che il raddoppio delle risorse destinate ai buoni spesa così da rispondere a tutte le richieste pervenute abbiamo previsto misure per aiutare chi è in difficoltà con il pagamento dell’affitto e soggetti più fragili come anziani e disabili.
Tutte queste misure valgono più di 400.000 euro. Quando arriveranno le risorse previste per gli enti locali nel Dl rilancio individueremo altre iniziative anche se siamo certi che tutti i servizi educativi e scolastici da qui a fine anno costeranno molto di più per rispondere alle prescrizioni volte a limitare il rischio contagio.
Per quanto riguarda invece le opere pubbliche siamo pronti ad investire sul biennio 2020-2021 circa 1.800.000 euro grazie a risorse impegnate alla fine dello scorso anno, un importante contributo regionale di 700.000 euro per interventi da avviare entro il 31 ottobre, l’avanzo di amministrazione e un contributo statale di 130.000 euro.
Gli interventi sono indirizzati principalmente a lavori su scuole, aree verdi, strade, cimiteri e riqualificazione energetica del patrimonio pubblico.
Le ultime variazioni di bilancio sono state anche il momento per fare scelte non semplici come la rinegoziazione dei mutui. Una scelta che va nella direzione di dare ossigeno al bilancio comunale che si trova in una difficoltà cronica aggravata pesantemente dall’emergenza che stiamo vivendo. Non tanto e non solo nel 2020 dove dovrebbero arrivare risorse governative ma soprattutto nel 2021 e 2022 dove solo in funzione delle riduzioni relative a IRPEF e IMU abbiamo previsto minori entrate rispettivamente per 250.000 euro e 100.000 euro. Questa crisi purtroppo aggrava la situazione e ci ha portato a optare per rinegoziare i mutui attualmente in essere.
Ad oggi ogni anno spendiamo per i mutui rinegoziabili 726.000 euro, in totale oggi dobbiamo rendere poco più di 8 milioni di euro in totale. Il Comune non apre nuovi mutui da più di 10 anni. Con la rinegoziazione avremo un risparmio consistente nei primi anni, spenderemmo infatti 309.000 euro nel 2020, 454.000 euro dal 2021 al 2043 (quindi comunque molto meno rispetto ad oggi). I mutui verrebbero spalmati su un periodo di anni più lungo (8 anni in più, ad un tasso più basso dell’1% rispetto a quelli attuali) incidendo ovviamente negativamente sui bilanci futuri del Comune dove al momento non erano previste le spese di rimorso mutui.
Al termine dell’operazione il costo complessivo sarà superiore all’attuale di 1,5 milioni di euro. La Cassa depositi e prestiti (una azienda partecipata per la propria maggioranza dal Ministero dell’Economia) che gestisce i nostri mutui certifica che questa operazione ha equivalenza finanziaria stimando che negli anni in cui i mutui incideranno negativamente sul bilancio il costo del denaro sarà inferiore rispetto ad oggi.
Una scelta necessaria mettendo sul piatto della bilancia da una parte il sacrificio di pesare sui bilanci futuri e dall’altra la necessità di garantire servizi e spese essenziali nel 2021 oltre che aiutare quest’anno le attività e le famiglie in difficoltà a causa di questa emergenza. Non ho dubbi su cosa sia preferibile. Come fatto nel 2019 ci metteremo al lavoro, come anche scritto nel programma elettorale, per ridurre l’impatto dei mutui sul bilancio del Comune, grazie a entrate una tantum che speriamo arriveranno da permessi di costruire, avanzi futuri e recupero da evasione, ma anche per garantire gli standard dei servizi che offriamo oggi ai nostri concittadini.

Lettera alla mia città

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Cara Cornaredo,
sono giorni difficili, giorni che neanche i più pessimisti tra noi potevano immaginare così neri. Qualche anziano azzarda un paragone con i tempi della guerra, loro che l’hanno vissuta. Mi sembra strano. Ci sono così tante differenze. A noi in fondo viene solo chiesto di stare a casa e prepararci a ripartire. Non ci chiedono di uccidere e di mettere a rischio la nostra vita, anzi. Loro che l’hanno vissuta, la guerra, sono quelli che stanno pagando il prezzo più alto. Al telegiornale e durante le conferenze stampa vengono trattati come numeri ma dietro ogni persona che ci lascia c’è il racconto di una vita, degli affetti, familiari che piangono e che non possono dare un degno saluto. C’è anche un piccolo pezzo della memoria della nostra comunità che svanisce anche se in questo momento non abbiamo il tempo di pensarci. Ormai due ore al giorno le dedico a chiamare le persone che hanno contratto il virus e, come immaginerai, le chiamate più difficili sono quelle ai familiari che perdono un proprio caro. Una desolazione.
La stessa che provo ogni giorno nell’unico tragitto, casa-ufficio. Strade deserte, saracinesche abbassate, parchi vuoti. Certo qualcuno non ha ancora capito quello che sta capitando e fa un po’ rabbia. Fa un po’ rabbia perché sono proprio le persone più anziane quelle che sembrano averlo capito meno, nonostante il “restate a casa” sembri già un disco rotto.
La stessa che provo quando penso a tutte le cose che non abbiamo potuto fare, a tutte le iniziative che ci siamo persi, a cosa accadrà domani o fra una settimana. La fine di questa emergenza non è ancora in vista e viviamo in un limbo cui ormai ci stiamo abituando. Manca il vociare dei ragazzi in Piazza, le code fuori dalla gelateria con questo sole. Stento a crederlo ma mi mancano anche le segnalazioni delle buche o dei rifiuti abbandonati. Con una sola parola, nel bene e nel male, manca la comunità in cui sono cresciuto. Sei una città ferita e inerme, in attesa della ripartenza.
Ne usciremo migliori? Vedo, ma soprattutto leggo, gli stessi schemi cui eravamo abituati fino a qualche settimana fa. Cambiano gli interpreti e i destinatari ma l’egoismo e la cattiveria rimangono gli stessi. Forse abbiamo riscoperto le cose più semplici, quelle più importanti per ognuno di noi. Forse.
Molte energie nascoste in questo periodo sono emerse. I messaggi di disponibilità per “fare qualcosa” hanno intervallato quelli delle richieste e sono stati un toccasana per il morale. Eccola qui la nostra comunità. In questi giorni traiamo entusiasmo da quello altrui, la passione per contaminazione. Prepariamoci a ripartire, rimbocchiamoci le maniche perché è l’unica cosa che potremo fare quando tutto questo sarà finito. Progettiamo fin d’ora e impegniamoci a ricostruire, come hanno fatto loro che l’hanno vissuta.
Sarà faticoso ma, tutti insieme, ti faremo tornare più bella di prima.
Con affetto, Yuri.

Il bilancio di previsione 2020

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Inutile nascondere che negli ultimi anni i bilanci degli enti locali per le amministrazioni pubbliche siano sempre più complessi, da un lato infatti è sempre necessario aspettare la fine dell’anno per avere certezze circa i contenuti della manovra finanziaria che spesso modifica, e quest’anno non fa eccezione, molte parti della normativa relativa alla finanza locale, dall’altro invece i bilanci risentono ancora dei fortissimi tagli subiti fino al 2015.
Il nostro bilancio purtroppo non fa eccezione, anzi è gravato dalle spese che ogni anno sono vincolate alla restituzione dei precedenti mutui a Cassa depositi e prestiti e che valgono circa 950.000 euro su un bilancio di poco superiore ai 16 milioni di euro. Non vi nascondo quanto sia complesso amministrare in questo modo e con questi numeri.
Sembra un controsenso ma in realtà in questa manovra ci sono finalmente dei segnali che sembrano far intravedere una inversione di rotta. Nella legge finanziaria infatti si prevede il ristoro di parte dei tagli del dl 66/2014 (560 milioni di euro complessivamente per tutti i comuni), la possibilità di ristrutturare il debito degli enti locali con modalità e variabili da definire durante il 2020 e la semplificazione delle procedure per il recupero dei crediti dovuti alla pubblica amministrazione.
In questi anni abbiamo lavorato molto sul fronte della riduzione delle spese ma ci sono spese all’interno del bilancio che non si possono comprimere, ad esempio i mutui già citati, le spese del personale tra cui anche gli aumentati contrattuali dei dipendenti o i nuovi appalti per i servizi a domanda individuale che quasi sempre rappresentano un costo aggiuntivo per l’Amministrazione comunale (il servizio di refezione scolastica a seguito di nuova gara costa ad esempio 85.000 euro in più, il rinnovo del contratto del pubblico impiego ad esempio pesa sui bilanci dei comuni, costi maggiori derivano anche dalla gestione degli alloggi comunali).
Alcune delle spese in aumento inoltre sono state scelte consapevoli dell’Amministrazione comunale: la spesa sociale negli ultimi 5 anni è aumentata del 20% arrivando a circa 2 milioni di euro, la gestione dell’asilo nido di San Pietro all’Olmo rappresenta una spesa superiore ai 50.000 euro all’anno.
Per tutti questi motivi sarà necessario utilizzare 550.000 euro delle entrate derivanti da oneri di urbanizzazione sulla parte corrente, una modalità che abbiamo utilizzato anche lo scorso anno seppur in forma contenuta e che, come lo scorso anno, contiamo di ridurre nel corso dell’esercizio finanziario.
Dal punto di vista del bilancio l’impegno di quest’anno è quello di ridurre l’utilizzo degli oneri e ridurre nel medio periodo l’incidenza delle spese dovute a rimborso dei mutui. L’emergenza di questi giorni poi renderà necessarie delle misure, coordinate con quelle nazionali e regionali, per supportare famiglie e attività che sono state colpite da questa situazione.
Non sono state toccate le imposte sia per quanto riguarda l’IRPEF comunale che per quanto riguarda IMU e TASI mentre, dopo cinque anni senza modifiche, sono state riviste le tariffe dei servizi scolastici con degli aumenti (inferiori all’indice ISTAT degli ultimi cinque anni) a partire dal mese di settembre per le fasce più alte, le fasce più basse invece non hanno subito modifiche così come non è modificata l’agevolazione per chi ha più figli che usufruiscono dello stesso servizio. In aggiunta è stata prevista l’introduzione di una nuova fascia per i redditi sopra i 28.000 euro.
La TARI (tassa rifiuti) verrà invece approvata entro fine aprile in seguito alla nuova normativa relativa ai piani finanziari dei servizi di igiene urbana.
Anche quest’anno però non mancheranno i lavori, alcuni eredità degli ultimi mesi del 2019, altri avviati e conclusi durante il corso del 2020.
In questi giorni ad esempio si stanno finalmente concludendo i lavori del retro della Filanda, un nuovo spazio di aggregazione dopo anni di degrado, che in futuro diventerà anche la nuova entrata della struttura migliorando anche la recinzione del fontanile Giardino che poco per volta stiamo rendendo fruibile a tutti i cittadini.
Durante il 2020 riqualificheremo un secondo pallone del Centro sportivo che sarà possibile utilizzare anche durante il periodo invernale grazie a un sistema di riscaldamento, sempre al Centro sportivo si faranno importanti lavori presso la piscina comunale. Verrà realizzata una pista ciclabile in via Massimo D’Azeglio grazie al bando regionale vinto lo scorso anno, termineremo i lavori di riqualificazione del cortile della scuola elementare di via IV Novembre dove interverremo anche per migliorare i locali della mensa e riqualificheremo la pavimentazione della materna Mazzini.
Infine, troveremo una soluzione per l’illuminazione votiva dei cimiteri mentre A2A terminerà i lavori di riqualificazione di tutta l’illuminazione pubblica e poserà nuove telecamere “leggitarga” sugli vie di ingresso del nostro Comune.

Con la chiusura della TIN di Rho è tutto il nostro territorio a perdere un servizio fondamentale

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E’ ormai di qualche settimana fa la scelta di Regione Lombardia di declassare il reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’0spedale di Rho. La conferma è arrivata con la delibera n. XI/2395 dell’11 novembre che ha stabilito, tra l’altro, “…i letti di Terapia Intensiva Neonatale collocati nelle strutture ospedaliere di Rho e Cremona vengono convertiti in letti di Terapia Sub-intensiva Neonatale…” e “di dare mandato alle ATS della Val Padana e ATS Milano – in raccordo con la DG Welfare – di accompagnare e monitorare il percorso di riconversione dei posti letto sopra indicati presso le strutture sanitarie interessate, entro il termine massimo del 31.12.2019, …”.

Perché questa scelta? Ovviamente per ridurre i costi, sulla base del Decreto Ministeriale 70/2015. Chi giustamente rivendica autonomia però non può subire supinamente le scelte dello Stato centrale e riorganizzare un sistema tagliando servizi sui territori. La TIN di Rho è l’unico reparto di questo tipo presente in città metropolitana fuori dai confini di Milano.

Il declassamento a terapia sub-intensiva neonatale avrebbe ripercussioni negative con il rischio di una chiusura lenta del reparto: cure che oggi vengono effettuate ai neonati sotto il chilo e mezzo di peso, la ventilazione con intubazione dei bambini di qualsiasi età e peso, il trattamento dei neonati in ipotermia, e altro, non potrebbero più essere fatte pur avendone professionalità ed apparecchiature. Con il declassamento anche le mamme con patologie della gravidanza prima della 32esima settimana non potranno essere curate a Rho ed anche in caso di parto d’urgenza, le mamme resterebbero a Rho, mentre i neonati trasferiti nei centri con TIN, con i rischi connessi al trasporto, lontano dalle proprie mamme e con il disagio per le famiglie degli spostamenti per seguire le cure dei piccoli.

In queste settimana ho ricevuto e letto molti apprezzamenti relativamente alla TIN (anche qualche critica, è giusto dirlo) e ascoltato la preoccupazione di alcuni dipendenti dell’ospedale in merito alle ripercussioni che questa decisione può avere su diversi reparti dell’ospedale. Con il declassamento vi sarebbero conseguenze anche per il reparto di Ostetricia e Ginecologia, che da sempre segue anche le gravidanze patologiche con rischio di nascita prematura e vedrebbe per effetto del dirottamento di tali casistiche verso centri con TIN, con la nuova riorganizzazione per il nostro territorio il riferimento sarebbe Monza; inoltre molte altre donne potrebbero decidere, prudenzialmente, di partorire in altre strutture dotate di TIN.

Per questo il Consiglio comunale, con l’astensione della Lega Nord, ha approvato una mozione per chiedere a Regione Lombardia e all’Assessore al Welfare Gallera di sospendere per quanto riguarda l’Ospedale di Rho le previsioni di declassamento a Terapia sub-intensiva della delibera sulle TIN e di prendere ogni decisioni solo quando per l’ambito di Città Metropolitana sarà chiaro il ridisegno della Rete Materno Infantile Milanese e farsi parte attiva presso Regione Lombardia e l’ASST Rhodense per il mantenimento a Rho del servizio di Terapia Intensiva Neonatale, senza alcun depotenziamento della TIN dell’Ospedale di Rho, con la possibilità di continuare con tutte le manovre intensive fino ad ora in atto.

Nuove modalità di assegnazione degli alloggi pubblici

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La legge regionale n. 16/2016, così come il conseguente regolamento regionale, ha completamente rivisto la normativa relativi ai servizi abitativi di Regione Lombardia e all’accesso degli utenti agli stessi. Fino ad ora infatti eravamo abituati a un bando unico ogni due/tre anni e un’unica graduatoria da cui attingere in base anche a valutazioni relative alla metratura e al numero di componenti del nucleo familiare.
Da oggi questo sistema non ci sarà più. I bandi verranno gestiti a livello sovracomunale.
Nel nostro caso il territorio del rhodense con il comune di Rho capofila, saranno almeno due all’anno. Spetterà sempre ai Comuni approvare ogni anno il Piano triennale ed annuale dell’offerta abitativa pubblica. Il piano annuale fornirà una fotografia e un aggiornamento relativo a tutti gli alloggi pubblici presenti nel territorio, quelli che presumibilmente si libereranno nel corso dell’anno e quelli liberi che verranno assegnati tramite bando.
Saranno messi a gara quindi tutti gli alloggi pubblici liberi nel nostro territorio e si dovrà presentare domanda per tutti gli alloggi cui si è interessati, ovviamente chi ha un nucleo familiare composto di due persone non potrà fare richiesta per un appartamento da 100 mq così come una famiglia con tre figli non potrà richiedere un appartamento da 40 mq.
E’ possibile che un alloggio di un comune venga assegnato a un residente di un altro Comune? In teoria è possibile, ad esempio se ad un bando ove venisse assegnato un alloggio presente nel Comune di Rho non partecipasse nessun residente di quel comune è evidente che si assegnerebbe a un utente residente in altro Comune. Tra i criteri per assegnare gli alloggi ne è previsto uno per cui ha un punteggio alto più il residente del Comune ove si trova l’alloggio, questo criterio quindi rende più difficile che un alloggio sia assegnato a residente di altro Comune.
Tutta la procedura dovrà essere svolta on-line tramite SPID o CRS su un applicativo fornito da Regione Lombardia, il Comune di Cornaredo metterà a disposizione uno sportello di supporto agli utenti presso il Melograno, aperto il martedì dalle 9.00 alle 12.00 e il mercoledì dalle 14.00 alle 17.00.
Qui tutte le informazioni sui nuovi bandi per l’assegnazione degli alloggi.

Il piano diritto allo studio 2019-20

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Il piano diritto allo studio approvato dal Consiglio comunale è il primo di questa nuova legislatura ma è in continuità con quanto fatto nella scuola negli ultimi 5 anni.
Si prosegue confermando il grande lavoro svolto nel 2015 sulle tariffe dei servizi scolastici che sono state ridotte per le famiglie con redditi più bassi e quelle con più figli e l’aumento del contributo dell’Amministrazione comunale sia per finanziare i progetti proposti dai due istituti comprensivi sia per le iniziative di sostegno ad alunni con fragilità che purtroppo sono in aumento. Il servizio di educativa minori supporta 72 alunni con disabilità mentre 35 sono i ragazzi che fruiscono del servizio di sostegno linguistico “senza frontiere”.
Il numero di studenti dei due comprensivi di Cornaredo nel 2019-20 è in leggera diminuzione, di poco sotto i 1.100 alunni, è invece confermato l’aumento dei bimbi accolti al nido comunale di Cornaredo che anche quest’anno saranno 70 grazie all’aggiunta di una educatrice per dare risposta alle tante richieste di iscrizione che sono arrivate quest’anno. L’offerta 0-3 anni, con i due nidi comunali e la sezione primavera, arriva quindi a 111 posti.
Abbiamo confermato i contributi alle materne paritarie che svolgono un servizio importante per il nostro territorio, le tariffe di tutti servizi scolastici e tutti gli strumenti presenti lo scorso anno per il supporto educativo dei ragazzi  e quello economico per le famiglie (per questa iniziativa le risorse destinate sono superiori ai 65.000 euro), dalla consulenza psicologica e lo “spazio in più” per i genitori ai riconoscimenti per merito scolastico e i centri estivi comunali per i ragazzi, solo per ricordarne alcuni.
Per quanto riguarda i progetti proposti dall’Amministrazione comunale proseguirà il progetto Fuoriclasse così come il progetto sulla legalità da svolgere con le classi prime medie in collaborazione con Libera, in tutto le risorse destinate ai progetti proposti dai diversi assessorati ammontano a 52.000 euro; i contributi alle scuole per le progettualità interne invece restano invariati e ammontano a 44.000 euro.
Uno dei “nuovi” progetti introdotti riguarda gli studenti plus dotati. In cosa consiste?Nel percorso formativo scolastico si evidenziano casistiche di bambini e di adolescenti classificabili come “plusdotati” o ad alto potenziale, in quanto dotati di un quoziente intellettivo (QI) che supera i livelli ritenuti “normali” per la loro età. Per i suddetti alunni, il mancato riconoscimento del loro alto potenziale da parte del personale docente, può avere effetti sottorendimento e, in pratica, può comportare uno scollamento tra il rendimento scolastico e le loro reali potenzialità con importanti ripercussioni sul piano sul percorso formativo e sul benessere individuale.
L’obiettivo del progetto, rivolto sia alle scuole primarie che secondarie di primo grado, è di proporre percorsi di formazione per i docenti al fine di promuovere successo scolastico ed evitare situazione di rischio, di disagio e/o abbandono scolastico plusdotati con un’azione di politica educativa realmente inclusiva, attraverso strumenti e metodologie didattiche personalizzate.
Per quanto riguarda invece i lavori svolti quest’estate nelle scuole i più importanti riguardano la riqualificazione del cortile di via IV Novembre e la sistemazione delle aule di artistica della scuola media Curiel oltre che la tinteggiatura di tutte le mense scolastiche.

Il programma dell’Autunno sanpietrino 2019

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Anche quest’anno è ricchissimo il programma dell’Autunno Sanpietrino che a cominciare da questa domenica prevede eventi fino al 2 novembre toccando i luoghi principali di San Pietro all’Olmo: Piazza Dubini, l’Oratorio San Luigi, Piazza della Chiesa e la sua Chiesa Vecchia, Piazzetta dell’Olmo, via Marconi e la sala “Amici della Musica”.
La settimana precedente ci sarà come da qualche anno la Festa dei sapori presso l’Oratorio, quest’anno domenica 29 settembre con stand e giochi nel pomeriggio.
Sabato 5 ottobre in via Marconi, Piazzetta dell’Olmo e Piazza della Chiesa inizieranno le attività con stand gastronomici e artigianali, mostre, la ruota panoramica, esibizioni di twirling e danza e spettacoli musicali la sera. Sarà inoltre presente la fanfara dei bersaglieri per tutte le vie cittadine.
Domenica invece ci sarà la rievocazione storica, quest’anno il tema saranno le città di Vienna e Monaco di Baviera agli inizi del ‘900. Tra cibo, spettacoli, concerti ed esibizioni equestri un trenino turistico partirà da Parigi (Piazza Dubini) passando per Monaco di Baviera (Piazzetta dell’Olmo) e arriverà a Vienna (Oratorio san Luigi).
Nella stessa giornata, come lo scorso anno, ci sarà la possibilità di gustare i piatti dello chef stellato Davide Oldani e per i più piccini partecipare a laboratori di cucina organizzate dalle biblioteche comunale l’Istituto Olmo.
Passato il week end non terminano gli appuntamenti.  Il 13 ottobre “Castagne in Cascina” con i volontari di Italia Nostra mentre utti i sabati dal 12 ottobre al 2 novembre, presso la Sala “Amici della Musica”, spettacoli teatrali e concerti. Il programma completo lo trovate qui.
Buon Autunno Sanpietrino a tutti!