amministrazione

Ripartenza della scuola

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La preoccupazione di tutti, con la riapertura delle scuole, è che i nuovi positivi possano tornare ad aumentare a causa di contagi all’interno delle classi. Per questo motivo, oltre alle varie misure di sicurezza già messe in atto dalle scuole in questi giorni, l’ATS di Milano ha predisposto dei protocolli specifici nel caso in cui studenti o personale scolastico manifestino dei sintomi, a scuola o anche all’esterno.

I protocolli li trovate di seguito insieme con le FAQ per famiglie e personale scolastico. In sintesi: nel momento in cui un alunno frequentante qualsiasi scuola o un operatore scolastico si siano accorti di avere sintomi che potrebbero essere riconducibili a Covid devono contattare il proprio pediatra/medico di base e hanno la possibilità, se indicato dal pediatra/medico di base e dietro la presentazione di autocertificazione, di effettuare il tampone presso i punti tampone attivati da ATS e avere l’esito entro poche ore con una sorta di corsia preferenziale.

Da mercoledì 23 settembre una nuovo circolare di ATS non prevede più che, in attesa dell’esito del tampone, i conviventi si pongano in isolamento.

Qui il link con la pagina dedicata al rientro a scuola da parte di ATS Milano.

Un appello per la Festa del Paese

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I ragazzi torneranno presto a scuola, che è davvero la nostra priorità, e come tradizione vuole, ci sarà la Festa del Paese. Ma con grande attenzione e grande prudenza. Abbiamo bisogno di ripartire. Ne hanno bisogno i ragazzi, i genitori, le attività commerciali e tutta la nostra comunità ma bisogna farlo con prudenza e responsabilità. Come Amministrazione comunale stiamo lavorando con il personale scolastico per consentire ai nostri ragazzi di rientrare a scuola protetti. Allo stesso tempo siamo convinti che, nel limite del possibile e del ragionevole, sia importante ritornare alle nostre abitudini rispettando tutte le buone norme di igiene e distanziamento indispensabili per ridurre la diffusione del virus.I primi mesi del 2020 sono stati sicuramente complessi per tutta la nostra comunità. La chiusura delle scuole e di molte attività produttive, l’obbligo di rimanere a casa ha messo a dura prova tutti noi.

La situazione del contagio dopo un graduale miglioramento è tornata a preoccupare, aumentano i nuovi positivi anche se fortunatamente siamo molto lontani dai dati della primavera e il nostro sistema sanitario è più efficace nell’individuare i contai. Per queste ragioni, questa estate, abbiamo deciso di ridurre al minimo le iniziative pubbliche. Si sono fatte e si faranno solo quelle che garantiscono il rispetto di tutte le norme anti contagio.E’ stato fatto il cinema all’aperto e si farà, come dicevo, la Festa del Paese. Per chi è cresciuto a Cornaredo ma anche per chi qui è arrivato più tardi la Festa del Paese è un appuntamento che racchiude gli elementi più belli di una comunità. La tradizione, le relazioni, il gioco, la storia, la cultura, l’associazionismo. Non vi abbiamo rinunciato perché crediamo la Festa sia da preservare.
Si farà ma a precise condizioni e con regole ferree per la sicurezza di tutti, la Festa non sarà come gli altri anni. Le giostre rimarranno meno giorni, seguiranno rigidi protocolli definiti per la loro categoria; non ci saranno i fuochi d’artificio e nemmeno iniziative degli Amici del cortile. Le aree del luna park e degli spettacoli saranno recintate e si potrà entrare solo indossando la mascherina, dopo la misurazione della temperatura e sanificazione delle mani. Abbiamo preteso, inoltre, controlli rigidi. Oltre alle forze dell’ordine e alla Protezione civile, gli ingressi alle due aree saranno presidiati da una società esterna che nelle giornate più frequentate svolgeranno anche dei controlli all’interno dell’area.

Capisco bene le preoccupazioni di alcuni che in questi giorni mi hanno scritto. Sono anche le mie. Come tanti penso alla mia famiglia, alla mia bimba e ai miei genitori. Per queste ragioni abbiamo lavorato con gli uffici per garantire a tutti di poter partecipare a tutte le iniziative in sicurezza. Le possibilità di assembramento anche se diverse si possono trovare in piazze e parchi pubblici, le abbiamo vissute nei luoghi di vacanza, in un’area “chiusa” saranno più facili da controllare. Oggi, non solo per la Festa del Paese, tutti noi siamo chiamati per l’ennesima volta a dimostrare un grande senso di responsabilità. Giovani e meno giovani. Sarà una festa particolare, sia per le rinunce ad alcune iniziative sia per ciò che è successo pochi mesi fa. Per questo invito tutti a godervi questi giorni con responsabilità. Tutti, come sempre, dobbiamo fare la nostra parte.

Qui il programma dettagliato.

Si farà la Festa del Paese?

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In questi giorni molte persone mi fermano chiedendomi se a settembre ci sarà la Festa del Paese, se ci saranno le giostre, i fuochi d’artificio e gli amici del cortile. Dopo una lunga riflessione e gli approfondimenti del caso possiamo dire che la Festa del Paese si farà, ovviamente con degli accorgimenti per garantire la sicurezza di tutti coloro che parteciperanno e delle rinunce rispetto agli scorsi anni. Svolgere la Festa del Paese, così come l’organizzazione dell’Autunno sanpietrino, non significa dimenticare ciò che tutti noi abbiamo vissuto durante l’emergenza ma è un modo per tornare alla normalità, per permetterlo ai giovani e ai meno giovani, di cui personalmente credo abbiamo bisogno. Lo faremo con l’impegno dell’Amministrazione per garantire i corretti presidi e ridurre la possibilità di contagio ma, come fatto dalla maggior parte di noi in questi mesi, sono richiesti il contributo e la collaborazione di tutti. In attesa del programma dettagliato alcuni elementi che sono stati definiti.
In Piazza Libertà vi saranno spettacoli serali dal sabato al martedì, per accedere all’area riservata al pubblico degli spettacoli vi saranno ingressi contingentati con controllo della temperatura e sedute limitate per garantire le distanze di sicurezza.
La Piazzetta Dugnani sarà dedicata ai bambini con spettacoli nel tardo pomeriggio di domenica e lunedì e laboratori, non è possibile pensare di transennare uno “spazio pubblico” o posizionare delle sedute a distanza per mantenere il punto spettacolo quindi abbiamo fatto questa scelta. Purtroppo il lunedì della festa non ci saranno gli amici del cortile che non se la sono sentita di organizzare le loro consuete iniziative. In via Garibaldi ci sarà invece intrattenimento nelle giornate di domenica e lunedì oltre alle attività previste dai commercianti.
La Fiera agrozootecnica si svolgerà come lo scorso anno con l’accorgimento di un senso unico di marcia per i visitatori mentre ci saranno, anche se in numero inferiore, le bancarelle della fiera delle merci che si svolgerà domenica e lunedì in via San Martino e Piazza Libertà. Le associazioni non potranno essere presenti come gli altri anni davanti al Municipio o sulla montagnetta, abbiamo quindi chiesto alle associazioni la disponibilità per usare uno spazio diverso da quello abituale e siamo in attesa del loro riscontro.
Per quanto riguarda le giostre abbiamo condiviso con i giostrai di chiudere il perimetro dell’area luna park con transenne e prevedere ingressi contingentati (con misurazione della temperatura e obbligo di disinfezione delle mani) gestiti da una società esterna nelle giornate e negli orari con maggiore affluenza. All’interno dell’area sarà anche obbligatorio utilizzare la mascherina. Da parte dei giostrai c’è la disponibilità a prevedere un servizio di “vigilanza” interno e ovviamente entrate/uscite separate per ogni singola attrazione secondo i protocolli vigenti. Insieme ai giostrai e ai tecnici comunali abbiamo deciso per quest’anno di non svolgere i fuochi del martedì poiché praticamente impossibile evitare gli assembramenti delle tante persone che abitualmente vi assistono.

Cosa succederà a settembre nelle nostre scuole

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Da ormai alcuni mesi si parla molto di come riprenderanno le scuole a settembre. Si è parlato molto e non entro nel merito delle polemiche spesso inutili che si sono generate. Poi alle singole scuole e alle amministrazioni locali tocca come sempre “mettere a terra” queste linee guida, laddove ci sono, in un panorama ancora molto confuso su alcuni punti specifici che tratterò mano a mano. Abbiamo la fortuna di avere due dirigenti scolastici validi, competenti con una grande passione per i propri studenti e la scuola. E’ una grande fortuna che in situazioni complesse come queste fa la differenza per evidenziare, ma soprattutto risolvere, i problemi. Con loro ci stiamo confrontando proprio in questi giorni per spendere al meglio i 90.000 euro ricevuti dal Ministero dell’istruzione per interventi di adeguamento sulle scuole in vista della ripresa dell’anno scolastico.
Una situazione assurda, in cui a meno di due mesi dall’inizio dell’anno scolastico non si hanno ancora indicazioni precise sulla fascia 0-6 anni (dovrebbero arrivare in questi giorni) e scuole e amministrazioni locali si stanno affannando per ripensare gli spazi delle scuole e tutti i servizi scolastici. Comprendo la complessità della situazione e la difficoltà di assumersi una grande responsabilità in un momento delicato ma siamo assolutamente arrivati fuori tempo massimo per definire servizi essenziali che incidono notevolmente sull’organizzazione di ogni famiglia.
Cominciamo dall’orario giornaliero e dagli spazi. Per quanto riguarda elementari e medie si confermano gli orari consueti, per quanto riguarda invece le scuole materne con il personale docente a disposizione ad oggi gli istituti comprensivi riescono a garantire l’orario mattutino a causa dello sdoppiamento in due gruppi di tutte le classi. Ovviamente se non dovesse intervenire direttamente il Ministero, con delle linee guida chiare o l’implementazione di personale, troveremo una soluzione come Amministrazione comunale per garantire anche l’orario pomeridiano o il “tempo mensa” e non creare ulteriori disagi alle famiglie. Questa incertezza complessiva potrebbe portare allo spostamento di alcune classi in strutture scolastiche diverse con spazi disponibili.
Anche i servizi scolastici sono soggetti a linee guide per garantire il contenimento della diffusione del coronavirus. Considerato dunque questo quadro generale, per quel che riguarda il servizio scuolabus, l’Amministrazione ha deciso, per ora per il periodo settembre-dicembre, di implementare la flotta scuolabus: ai due bus, che consentono normalmente il trasporto degli alunni, se ne aggiungerà un terzo così da soddisfare la pressoché totalità delle domande ricevute in sede di iscrizione da parte dei residenti.
Per quanto concerne la refezione scolastica il servizio è garantito a tutti gli alunni che ne hanno fatto richiesta. Il maggiore distanziamento tra gli alunni imposto dall’emergenza richiederà una rimodulazione dell’erogazione del pasto: una parte degli alunni potrà utilizzare le mense, mentre all’altra il pranzo verrà somministrato direttamente in aula.
L’Amministrazione è poi all’opera per provare ad impostare i servizi di pre e post scuola. Ad oggi le linee guida non consentono di garantire la realizzazione di questo tipo di servizio, nella pratica ad esempio il pre scuola terminerebbe alle 8.25 con le lezioni che iniziano alle 8.30 e soli 5 minuti per sanificare gli spazi e, soprattutto, i gruppi classe non devono “mischiarsi”. Cosa impossibile per un servizio come questo. Siamo al lavoro per verificare tutte le soluzioni alternative.
Eccoci poi ad un ambito dove c’è ancora una grandissima confusione: quello degli asili nido. La scelta prudenziale che stiamo adottando, mancando linee guida nazionali e regionali, è quella di mantenere un rapporto 1:4 rispetto al consueto 1:7. In base a questa indicazione quest’anno accoglieremo 17 “nuovi” bambini nei due nidi comunali per un totale di 53 iscritti contro i 91  dello scorso anno. Un dato molto basso, si tratta di 38 famiglie in meno. Siamo in attesa e stiamo sollecitando direttamente il Ministero per delle linee guida chiare, a stretto giro, in modo da poter accogliere le richieste delle famiglie in lista di attesa. Se non dovessero arrivare ci impegniamo a trovare come Amministrazione comunale le risorse per contribuire alle maggiori spese che le famiglie sosterranno rivolgendosi a una struttura privata.

I lavori dell’estate 2020

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Come ogni anno, l’estate è un periodo importante per lo svolgimento di alcuni lavori utili per migliorare le strutture pubbliche e intervenire sulle criticità che emergono anche nel corso dell’anno. Quest’anno continua il nostro impegno per migliorare le nostre scuole, le strade e le strutture sportive del nostro territorio. Non sono elencati i lavori da effettuare nelle scuole per adeguarsi alle linee guide previste per la riapertura di settembre che andranno nella direzione di creare spazi per accogliere più gruppi di ragazzi e segnaletica direzionale principalmente perché ancora da definire nel dettaglio con gli istituti comprensivi.
Di seguito i principali lavori previsti:
–  riqualificazione pavimentazione scuola materna Mazzini
–  riqualificazione due gruppi bagni scuola media Curiel
–  adeguamento n. 2 aule scuola elementare via IV Novembre e riqualificazione del refettorio
–  riasfaltatura della via San Gottardo
–  rifacimento impianti di illuminazione campi cimitero Cornaredo (primo lotto) e realizzazione cinerari
–  riqualificazione di una tensostruttura (campo calcio a 5) presso il Centro sportivo con predisposizione dell’impianto di riscaldamento per il periodo invernale
–  rifacimento pavimentazione interna piscina comunale
–  termine della riqualificazione degli impianti di illuminazione pubblica e implementazione del sistema di videosorveglianza
Quest’elenco come ogni anno si concentra sui lavori che verranno realizzati nel solo periodo estivo, fino a settembre. Nel periodo autunnale sono già infatti programmati interventi sulle aree gioco del Parco Villoresi e di Cascina Croce, sul parco TAV di viale Repubblica con la creazione di una struttura per il calisthenics.

Cosa succede nell’area della ex Signal Lux

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Nelle ultime settimane si stanno creando molti malumori relativamente alla riqualificazione dell’area ex Signal Lux. Un’area abbandonata da molti anni che si trova tra la via Monzoro e la via Merendi che, oltre ad essere luogo di forte degrado, rappresenta anche un rischio per l’ordine pubblico del quartiere, mentre è certo che l’edificio uffici che si sviluppa in altezza ha un forte impatto visivo dovuto allo stato di abbandono.
La riqualificazione dell’area con nuove funzioni è presente ormai da più di un decennio negli strumenti urbanistici del nostro Comune. La rigenerazione urbana credo non sia un tema su cui basti riempirsi la bocca ai convegni ma a livello locale va “messo a terra” con previsioni che siano compatibili con diversi contesti presenti all’interno di un quartiere. A tutti piacerebbe recuperare spazi abbandonati sostituendoli con verde pubblico ma quando parliamo di aree private credo sia corretto anche considerare le richieste legittime di un operatore e trovare il giusto equilibrio tra interesse pubblico e privato. L’ambito di rigenerazione urbana della ex Signal Lux è presente anche nel PGT approvato dalla mia Amministrazione nel 2019, piano che ha ridotto le previsioni di consumo di suolo nel nostro Comune del 20% (in particolare proprio nel quartiere Monzoro riducendo le volumetrie di un intervento residenziale), e nell’ultimo periodo l’operatore proprietario dell’area ha presentato un progetto per la sua riqualificazione.
Cosa prevede il pgt?
Il Piano di Governo del Territorio prevede attualmente la possibilità per l’operatore di sviluppare sull’area diverse destinazioni. L’area è grande circa 18.000 mq, la superficie lorda di pavimento edificabile è di 7.000 mq con differenti destinazioni a scelta dell’operatore: residenziale (1.000 mq), commercio di vicinato (400 mq), terziario e servizi (1.000 mq), commercio (2.500 mq) e produttivo/artigianale (3.500 mq). Ogni destinazione ha slp massima diversa ed è normale in aree dismesse prevedere delle funzioni flessibili, non vincolanti, in modo da dare all’operatore la possibilità di proporre diverse combinazioni fra le destinazioni consentite, sempre nel complessivo limite di 7.000 mq di slp . Sono previsti 5.405 mq per aree destinate a servizi pubblici con la realizzazione di un percorso ciclopedonale da via Milano all’incrocio con via Archimede e la realizzazione di parcheggi come più volte richiesto da residenti e attività commerciali del quartiere. E’ inoltre prevista la riqualificazione del parcheggio su via Archimede e di quello fronte Nicomilk.
Non è consentita nessuna attività alimentare, ve ne sono già due sull’asse della via Milano e non ne sono state previste ulteriori. Purtroppo qualcuno ha fatto circolare notizie non veriterie, in base alle quali sarebbe prevista invece la realizzazione di un centro commerciale ma non è assolutamente così. Le strutture commerciali devono essere distinte e con ingressi e parcheggi separati, non è prevista nessuna galleria commerciale. Si può facilmente “leggere” dal PGT pubblicato sul sito di cui riporto un estratto di sintesi relativo ai “numeri” previsti.

 

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Cosa ha proposto l’operatore?
L’operatore ha fatto una proposta che contiene alcune differenze rispetto alle previsioni del PGT. Nel caso di modifiche il Consiglio comunale dovrebbe approvare il piano in variante. Le differenze relativamente alle destinazioni consistono nella riduzione delle slp richieste (si, l’operatore ha chiesto di realizzare meno superfici di quanto il PGT consentirebbe) pari a poco più di 5.000 mq escludendo interventi residenziali, riducendo la parte produttiva/artigianale e commerciale, chiedendo più superficie per il commercio di vicinato. Nella proposta rimangono invariate le aree per servizi pubblici e la riqualificazione dei parcheggi.
E’ facoltà di ogni operatore proporre delle modifiche, non è un obbligo dell’Amministrazione comunale condividerle e approvarle, tutte o in parte.
Viabilità.
Oltre alla riduzione della volumetria e a differenti destinazioni l’operatore ha proposto alcune modifiche alla viabilità per agevolare i nuovi insediamenti, in particolare lo spostamento della rotonda presente oggi su via Monzoro sull’asse della ex SS11. Come scritto poco sopra, ma è bene ribadirlo visto che su questo punto si è generata molta preoccupazione, è facoltà di ogni operatore proporre delle modifiche, non è un obbligo dell’Amministrazione comunale condividerle e approvarle. Visto l’interesse a intervenire su un’area abbandonata e le perplessità di alcuni residenti e associazioni abbiamo deciso di incaricare un professionista per uno studio della viabilità del nuovo insediamento e di tutto il quartiere. L’accesso a senso unico verso l’area industriale a sud di via Monzoro non verrà modificato e questa soluzione non è mai stata messa in discussione.
Quali lavori stanno svolgendo in questo momento.
In questo momento l’operatore sta svolgendo interventi minori (parcheggio, fognatura, recinzioni) di manutenzione straordinaria nella parte sud dell’area con interventi conformi alla previsione del PGT. L’intenzione dello stesso è quella di prevedere un parcheggio per bus (non di linea) che avranno l’obbligo di svolta a sinistra su via Archimede. Per quanto riguarda la rumorosità devono essere rispettati i parametri di riferimento in base al piano di zonizzazione. L’area commerciale su via Milano al momento non è interessata da lavori così come, senza l’approvazione di un progetto definitivo e complessivo, non vi saranno modifiche all’attuale viabilità.
Incontro pubblico.
Per presentare il progetto previsto dal PGT abbiamo definito un incontro pubblico con i residenti del quartiere che si svolgerà presso Cascina Favaglie (sede Italia Nostra nord ovest) martedì 7 luglio dalle 16.00 alle 20.00.

Misure di supporto in questa fase di emergenza

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Nel corso del Consiglio comunale del 28 maggio abbiamo previsto numerose misure per sostenere chi si trova in difficoltà ma anche per interventi volti a sostenere le opere pubbliche nel nostro territorio . In una fase di emergenza come quella che stiamo vivendo abbiamo deciso di intervenire principalmente su due fronti: supporto per chi è in difficoltà e investimenti in lavori pubblici per innescare cicli economici virtuosi su scala territoriale.
Sul primo fronte abbiamo agito su due direttrici: interventi sui tributi locali per le utenze non domestiche che sono dovute rimanere chiuse durante gli scorsi mesi e contributi specifici per le famiglie. Le utenze non domestiche non pagheranno la TARI per i 2 o 3 mesi in cui sono rimaste chiuse, per lo stesso periodo non pagheranno l’occupazione di suolo pubblico (il Dl Rilancio prevede esenzione in aggiunta fino al 31 ottobre) e la tassa sulla pubblicità.
Per le famiglie invece oltre che il raddoppio delle risorse destinate ai buoni spesa così da rispondere a tutte le richieste pervenute abbiamo previsto misure per aiutare chi è in difficoltà con il pagamento dell’affitto e soggetti più fragili come anziani e disabili.
Tutte queste misure valgono più di 400.000 euro. Quando arriveranno le risorse previste per gli enti locali nel Dl rilancio individueremo altre iniziative anche se siamo certi che tutti i servizi educativi e scolastici da qui a fine anno costeranno molto di più per rispondere alle prescrizioni volte a limitare il rischio contagio.
Per quanto riguarda invece le opere pubbliche siamo pronti ad investire sul biennio 2020-2021 circa 1.800.000 euro grazie a risorse impegnate alla fine dello scorso anno, un importante contributo regionale di 700.000 euro per interventi da avviare entro il 31 ottobre, l’avanzo di amministrazione e un contributo statale di 130.000 euro.
Gli interventi sono indirizzati principalmente a lavori su scuole, aree verdi, strade, cimiteri e riqualificazione energetica del patrimonio pubblico.
Le ultime variazioni di bilancio sono state anche il momento per fare scelte non semplici come la rinegoziazione dei mutui. Una scelta che va nella direzione di dare ossigeno al bilancio comunale che si trova in una difficoltà cronica aggravata pesantemente dall’emergenza che stiamo vivendo. Non tanto e non solo nel 2020 dove dovrebbero arrivare risorse governative ma soprattutto nel 2021 e 2022 dove solo in funzione delle riduzioni relative a IRPEF e IMU abbiamo previsto minori entrate rispettivamente per 250.000 euro e 100.000 euro. Questa crisi purtroppo aggrava la situazione e ci ha portato a optare per rinegoziare i mutui attualmente in essere.
Ad oggi ogni anno spendiamo per i mutui rinegoziabili 726.000 euro, in totale oggi dobbiamo rendere poco più di 8 milioni di euro in totale. Il Comune non apre nuovi mutui da più di 10 anni. Con la rinegoziazione avremo un risparmio consistente nei primi anni, spenderemmo infatti 309.000 euro nel 2020, 454.000 euro dal 2021 al 2043 (quindi comunque molto meno rispetto ad oggi). I mutui verrebbero spalmati su un periodo di anni più lungo (8 anni in più, ad un tasso più basso dell’1% rispetto a quelli attuali) incidendo ovviamente negativamente sui bilanci futuri del Comune dove al momento non erano previste le spese di rimorso mutui.
Al termine dell’operazione il costo complessivo sarà superiore all’attuale di 1,5 milioni di euro. La Cassa depositi e prestiti (una azienda partecipata per la propria maggioranza dal Ministero dell’Economia) che gestisce i nostri mutui certifica che questa operazione ha equivalenza finanziaria stimando che negli anni in cui i mutui incideranno negativamente sul bilancio il costo del denaro sarà inferiore rispetto ad oggi.
Una scelta necessaria mettendo sul piatto della bilancia da una parte il sacrificio di pesare sui bilanci futuri e dall’altra la necessità di garantire servizi e spese essenziali nel 2021 oltre che aiutare quest’anno le attività e le famiglie in difficoltà a causa di questa emergenza. Non ho dubbi su cosa sia preferibile. Come fatto nel 2019 ci metteremo al lavoro, come anche scritto nel programma elettorale, per ridurre l’impatto dei mutui sul bilancio del Comune, grazie a entrate una tantum che speriamo arriveranno da permessi di costruire, avanzi futuri e recupero da evasione, ma anche per garantire gli standard dei servizi che offriamo oggi ai nostri concittadini.

Lettera alla mia città

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Cara Cornaredo,
sono giorni difficili, giorni che neanche i più pessimisti tra noi potevano immaginare così neri. Qualche anziano azzarda un paragone con i tempi della guerra, loro che l’hanno vissuta. Mi sembra strano. Ci sono così tante differenze. A noi in fondo viene solo chiesto di stare a casa e prepararci a ripartire. Non ci chiedono di uccidere e di mettere a rischio la nostra vita, anzi. Loro che l’hanno vissuta, la guerra, sono quelli che stanno pagando il prezzo più alto. Al telegiornale e durante le conferenze stampa vengono trattati come numeri ma dietro ogni persona che ci lascia c’è il racconto di una vita, degli affetti, familiari che piangono e che non possono dare un degno saluto. C’è anche un piccolo pezzo della memoria della nostra comunità che svanisce anche se in questo momento non abbiamo il tempo di pensarci. Ormai due ore al giorno le dedico a chiamare le persone che hanno contratto il virus e, come immaginerai, le chiamate più difficili sono quelle ai familiari che perdono un proprio caro. Una desolazione.
La stessa che provo ogni giorno nell’unico tragitto, casa-ufficio. Strade deserte, saracinesche abbassate, parchi vuoti. Certo qualcuno non ha ancora capito quello che sta capitando e fa un po’ rabbia. Fa un po’ rabbia perché sono proprio le persone più anziane quelle che sembrano averlo capito meno, nonostante il “restate a casa” sembri già un disco rotto.
La stessa che provo quando penso a tutte le cose che non abbiamo potuto fare, a tutte le iniziative che ci siamo persi, a cosa accadrà domani o fra una settimana. La fine di questa emergenza non è ancora in vista e viviamo in un limbo cui ormai ci stiamo abituando. Manca il vociare dei ragazzi in Piazza, le code fuori dalla gelateria con questo sole. Stento a crederlo ma mi mancano anche le segnalazioni delle buche o dei rifiuti abbandonati. Con una sola parola, nel bene e nel male, manca la comunità in cui sono cresciuto. Sei una città ferita e inerme, in attesa della ripartenza.
Ne usciremo migliori? Vedo, ma soprattutto leggo, gli stessi schemi cui eravamo abituati fino a qualche settimana fa. Cambiano gli interpreti e i destinatari ma l’egoismo e la cattiveria rimangono gli stessi. Forse abbiamo riscoperto le cose più semplici, quelle più importanti per ognuno di noi. Forse.
Molte energie nascoste in questo periodo sono emerse. I messaggi di disponibilità per “fare qualcosa” hanno intervallato quelli delle richieste e sono stati un toccasana per il morale. Eccola qui la nostra comunità. In questi giorni traiamo entusiasmo da quello altrui, la passione per contaminazione. Prepariamoci a ripartire, rimbocchiamoci le maniche perché è l’unica cosa che potremo fare quando tutto questo sarà finito. Progettiamo fin d’ora e impegniamoci a ricostruire, come hanno fatto loro che l’hanno vissuta.
Sarà faticoso ma, tutti insieme, ti faremo tornare più bella di prima.
Con affetto, Yuri.

Il bilancio di previsione 2020

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Inutile nascondere che negli ultimi anni i bilanci degli enti locali per le amministrazioni pubbliche siano sempre più complessi, da un lato infatti è sempre necessario aspettare la fine dell’anno per avere certezze circa i contenuti della manovra finanziaria che spesso modifica, e quest’anno non fa eccezione, molte parti della normativa relativa alla finanza locale, dall’altro invece i bilanci risentono ancora dei fortissimi tagli subiti fino al 2015.
Il nostro bilancio purtroppo non fa eccezione, anzi è gravato dalle spese che ogni anno sono vincolate alla restituzione dei precedenti mutui a Cassa depositi e prestiti e che valgono circa 950.000 euro su un bilancio di poco superiore ai 16 milioni di euro. Non vi nascondo quanto sia complesso amministrare in questo modo e con questi numeri.
Sembra un controsenso ma in realtà in questa manovra ci sono finalmente dei segnali che sembrano far intravedere una inversione di rotta. Nella legge finanziaria infatti si prevede il ristoro di parte dei tagli del dl 66/2014 (560 milioni di euro complessivamente per tutti i comuni), la possibilità di ristrutturare il debito degli enti locali con modalità e variabili da definire durante il 2020 e la semplificazione delle procedure per il recupero dei crediti dovuti alla pubblica amministrazione.
In questi anni abbiamo lavorato molto sul fronte della riduzione delle spese ma ci sono spese all’interno del bilancio che non si possono comprimere, ad esempio i mutui già citati, le spese del personale tra cui anche gli aumentati contrattuali dei dipendenti o i nuovi appalti per i servizi a domanda individuale che quasi sempre rappresentano un costo aggiuntivo per l’Amministrazione comunale (il servizio di refezione scolastica a seguito di nuova gara costa ad esempio 85.000 euro in più, il rinnovo del contratto del pubblico impiego ad esempio pesa sui bilanci dei comuni, costi maggiori derivano anche dalla gestione degli alloggi comunali).
Alcune delle spese in aumento inoltre sono state scelte consapevoli dell’Amministrazione comunale: la spesa sociale negli ultimi 5 anni è aumentata del 20% arrivando a circa 2 milioni di euro, la gestione dell’asilo nido di San Pietro all’Olmo rappresenta una spesa superiore ai 50.000 euro all’anno.
Per tutti questi motivi sarà necessario utilizzare 550.000 euro delle entrate derivanti da oneri di urbanizzazione sulla parte corrente, una modalità che abbiamo utilizzato anche lo scorso anno seppur in forma contenuta e che, come lo scorso anno, contiamo di ridurre nel corso dell’esercizio finanziario.
Dal punto di vista del bilancio l’impegno di quest’anno è quello di ridurre l’utilizzo degli oneri e ridurre nel medio periodo l’incidenza delle spese dovute a rimborso dei mutui. L’emergenza di questi giorni poi renderà necessarie delle misure, coordinate con quelle nazionali e regionali, per supportare famiglie e attività che sono state colpite da questa situazione.
Non sono state toccate le imposte sia per quanto riguarda l’IRPEF comunale che per quanto riguarda IMU e TASI mentre, dopo cinque anni senza modifiche, sono state riviste le tariffe dei servizi scolastici con degli aumenti (inferiori all’indice ISTAT degli ultimi cinque anni) a partire dal mese di settembre per le fasce più alte, le fasce più basse invece non hanno subito modifiche così come non è modificata l’agevolazione per chi ha più figli che usufruiscono dello stesso servizio. In aggiunta è stata prevista l’introduzione di una nuova fascia per i redditi sopra i 28.000 euro.
La TARI (tassa rifiuti) verrà invece approvata entro fine aprile in seguito alla nuova normativa relativa ai piani finanziari dei servizi di igiene urbana.
Anche quest’anno però non mancheranno i lavori, alcuni eredità degli ultimi mesi del 2019, altri avviati e conclusi durante il corso del 2020.
In questi giorni ad esempio si stanno finalmente concludendo i lavori del retro della Filanda, un nuovo spazio di aggregazione dopo anni di degrado, che in futuro diventerà anche la nuova entrata della struttura migliorando anche la recinzione del fontanile Giardino che poco per volta stiamo rendendo fruibile a tutti i cittadini.
Durante il 2020 riqualificheremo un secondo pallone del Centro sportivo che sarà possibile utilizzare anche durante il periodo invernale grazie a un sistema di riscaldamento, sempre al Centro sportivo si faranno importanti lavori presso la piscina comunale. Verrà realizzata una pista ciclabile in via Massimo D’Azeglio grazie al bando regionale vinto lo scorso anno, termineremo i lavori di riqualificazione del cortile della scuola elementare di via IV Novembre dove interverremo anche per migliorare i locali della mensa e riqualificheremo la pavimentazione della materna Mazzini.
Infine, troveremo una soluzione per l’illuminazione votiva dei cimiteri mentre A2A terminerà i lavori di riqualificazione di tutta l’illuminazione pubblica e poserà nuove telecamere “leggitarga” sugli vie di ingresso del nostro Comune.

Con la chiusura della TIN di Rho è tutto il nostro territorio a perdere un servizio fondamentale

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E’ ormai di qualche settimana fa la scelta di Regione Lombardia di declassare il reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’0spedale di Rho. La conferma è arrivata con la delibera n. XI/2395 dell’11 novembre che ha stabilito, tra l’altro, “…i letti di Terapia Intensiva Neonatale collocati nelle strutture ospedaliere di Rho e Cremona vengono convertiti in letti di Terapia Sub-intensiva Neonatale…” e “di dare mandato alle ATS della Val Padana e ATS Milano – in raccordo con la DG Welfare – di accompagnare e monitorare il percorso di riconversione dei posti letto sopra indicati presso le strutture sanitarie interessate, entro il termine massimo del 31.12.2019, …”.

Perché questa scelta? Ovviamente per ridurre i costi, sulla base del Decreto Ministeriale 70/2015. Chi giustamente rivendica autonomia però non può subire supinamente le scelte dello Stato centrale e riorganizzare un sistema tagliando servizi sui territori. La TIN di Rho è l’unico reparto di questo tipo presente in città metropolitana fuori dai confini di Milano.

Il declassamento a terapia sub-intensiva neonatale avrebbe ripercussioni negative con il rischio di una chiusura lenta del reparto: cure che oggi vengono effettuate ai neonati sotto il chilo e mezzo di peso, la ventilazione con intubazione dei bambini di qualsiasi età e peso, il trattamento dei neonati in ipotermia, e altro, non potrebbero più essere fatte pur avendone professionalità ed apparecchiature. Con il declassamento anche le mamme con patologie della gravidanza prima della 32esima settimana non potranno essere curate a Rho ed anche in caso di parto d’urgenza, le mamme resterebbero a Rho, mentre i neonati trasferiti nei centri con TIN, con i rischi connessi al trasporto, lontano dalle proprie mamme e con il disagio per le famiglie degli spostamenti per seguire le cure dei piccoli.

In queste settimana ho ricevuto e letto molti apprezzamenti relativamente alla TIN (anche qualche critica, è giusto dirlo) e ascoltato la preoccupazione di alcuni dipendenti dell’ospedale in merito alle ripercussioni che questa decisione può avere su diversi reparti dell’ospedale. Con il declassamento vi sarebbero conseguenze anche per il reparto di Ostetricia e Ginecologia, che da sempre segue anche le gravidanze patologiche con rischio di nascita prematura e vedrebbe per effetto del dirottamento di tali casistiche verso centri con TIN, con la nuova riorganizzazione per il nostro territorio il riferimento sarebbe Monza; inoltre molte altre donne potrebbero decidere, prudenzialmente, di partorire in altre strutture dotate di TIN.

Per questo il Consiglio comunale, con l’astensione della Lega Nord, ha approvato una mozione per chiedere a Regione Lombardia e all’Assessore al Welfare Gallera di sospendere per quanto riguarda l’Ospedale di Rho le previsioni di declassamento a Terapia sub-intensiva della delibera sulle TIN e di prendere ogni decisioni solo quando per l’ambito di Città Metropolitana sarà chiaro il ridisegno della Rete Materno Infantile Milanese e farsi parte attiva presso Regione Lombardia e l’ASST Rhodense per il mantenimento a Rho del servizio di Terapia Intensiva Neonatale, senza alcun depotenziamento della TIN dell’Ospedale di Rho, con la possibilità di continuare con tutte le manovre intensive fino ad ora in atto.