Cosa succederà a settembre nelle nostre scuole

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Da ormai alcuni mesi si parla molto di come riprenderanno le scuole a settembre. Si è parlato molto e non entro nel merito delle polemiche spesso inutili che si sono generate. Poi alle singole scuole e alle amministrazioni locali tocca come sempre “mettere a terra” queste linee guida, laddove ci sono, in un panorama ancora molto confuso su alcuni punti specifici che tratterò mano a mano. Abbiamo la fortuna di avere due dirigenti scolastici validi, competenti con una grande passione per i propri studenti e la scuola. E’ una grande fortuna che in situazioni complesse come queste fa la differenza per evidenziare, ma soprattutto risolvere, i problemi. Con loro ci stiamo confrontando proprio in questi giorni per spendere al meglio i 90.000 euro ricevuti dal Ministero dell’istruzione per interventi di adeguamento sulle scuole in vista della ripresa dell’anno scolastico.
Una situazione assurda, in cui a meno di due mesi dall’inizio dell’anno scolastico non si hanno ancora indicazioni precise sulla fascia 0-6 anni (dovrebbero arrivare in questi giorni) e scuole e amministrazioni locali si stanno affannando per ripensare gli spazi delle scuole e tutti i servizi scolastici. Comprendo la complessità della situazione e la difficoltà di assumersi una grande responsabilità in un momento delicato ma siamo assolutamente arrivati fuori tempo massimo per definire servizi essenziali che incidono notevolmente sull’organizzazione di ogni famiglia.
Cominciamo dall’orario giornaliero e dagli spazi. Per quanto riguarda elementari e medie si confermano gli orari consueti, per quanto riguarda invece le scuole materne con il personale docente a disposizione ad oggi gli istituti comprensivi riescono a garantire l’orario mattutino a causa dello sdoppiamento in due gruppi di tutte le classi. Ovviamente se non dovesse intervenire direttamente il Ministero, con delle linee guida chiare o l’implementazione di personale, troveremo una soluzione come Amministrazione comunale per garantire anche l’orario pomeridiano o il “tempo mensa” e non creare ulteriori disagi alle famiglie. Questa incertezza complessiva potrebbe portare allo spostamento di alcune classi in strutture scolastiche diverse con spazi disponibili.
Anche i servizi scolastici sono soggetti a linee guide per garantire il contenimento della diffusione del coronavirus. Considerato dunque questo quadro generale, per quel che riguarda il servizio scuolabus, l’Amministrazione ha deciso, per ora per il periodo settembre-dicembre, di implementare la flotta scuolabus: ai due bus, che consentono normalmente il trasporto degli alunni, se ne aggiungerà un terzo così da soddisfare la pressoché totalità delle domande ricevute in sede di iscrizione da parte dei residenti.
Per quanto concerne la refezione scolastica il servizio è garantito a tutti gli alunni che ne hanno fatto richiesta. Il maggiore distanziamento tra gli alunni imposto dall’emergenza richiederà una rimodulazione dell’erogazione del pasto: una parte degli alunni potrà utilizzare le mense, mentre all’altra il pranzo verrà somministrato direttamente in aula.
L’Amministrazione è poi all’opera per provare ad impostare i servizi di pre e post scuola. Ad oggi le linee guida non consentono di garantire la realizzazione di questo tipo di servizio, nella pratica ad esempio il pre scuola terminerebbe alle 8.25 con le lezioni che iniziano alle 8.30 e soli 5 minuti per sanificare gli spazi e, soprattutto, i gruppi classe non devono “mischiarsi”. Cosa impossibile per un servizio come questo. Siamo al lavoro per verificare tutte le soluzioni alternative.
Eccoci poi ad un ambito dove c’è ancora una grandissima confusione: quello degli asili nido. La scelta prudenziale che stiamo adottando, mancando linee guida nazionali e regionali, è quella di mantenere un rapporto 1:4 rispetto al consueto 1:7. In base a questa indicazione quest’anno accoglieremo 17 “nuovi” bambini nei due nidi comunali per un totale di 53 iscritti contro i 91  dello scorso anno. Un dato molto basso, si tratta di 38 famiglie in meno. Siamo in attesa e stiamo sollecitando direttamente il Ministero per delle linee guida chiare, a stretto giro, in modo da poter accogliere le richieste delle famiglie in lista di attesa. Se non dovessero arrivare ci impegniamo a trovare come Amministrazione comunale le risorse per contribuire alle maggiori spese che le famiglie sosterranno rivolgendosi a una struttura privata.

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