Mese: dicembre 2019

Con la chiusura della TIN di Rho è tutto il nostro territorio a perdere un servizio fondamentale

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E’ ormai di qualche settimana fa la scelta di Regione Lombardia di declassare il reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’0spedale di Rho. La conferma è arrivata con la delibera n. XI/2395 dell’11 novembre che ha stabilito, tra l’altro, “…i letti di Terapia Intensiva Neonatale collocati nelle strutture ospedaliere di Rho e Cremona vengono convertiti in letti di Terapia Sub-intensiva Neonatale…” e “di dare mandato alle ATS della Val Padana e ATS Milano – in raccordo con la DG Welfare – di accompagnare e monitorare il percorso di riconversione dei posti letto sopra indicati presso le strutture sanitarie interessate, entro il termine massimo del 31.12.2019, …”.

Perché questa scelta? Ovviamente per ridurre i costi, sulla base del Decreto Ministeriale 70/2015. Chi giustamente rivendica autonomia però non può subire supinamente le scelte dello Stato centrale e riorganizzare un sistema tagliando servizi sui territori. La TIN di Rho è l’unico reparto di questo tipo presente in città metropolitana fuori dai confini di Milano.

Il declassamento a terapia sub-intensiva neonatale avrebbe ripercussioni negative con il rischio di una chiusura lenta del reparto: cure che oggi vengono effettuate ai neonati sotto il chilo e mezzo di peso, la ventilazione con intubazione dei bambini di qualsiasi età e peso, il trattamento dei neonati in ipotermia, e altro, non potrebbero più essere fatte pur avendone professionalità ed apparecchiature. Con il declassamento anche le mamme con patologie della gravidanza prima della 32esima settimana non potranno essere curate a Rho ed anche in caso di parto d’urgenza, le mamme resterebbero a Rho, mentre i neonati trasferiti nei centri con TIN, con i rischi connessi al trasporto, lontano dalle proprie mamme e con il disagio per le famiglie degli spostamenti per seguire le cure dei piccoli.

In queste settimana ho ricevuto e letto molti apprezzamenti relativamente alla TIN (anche qualche critica, è giusto dirlo) e ascoltato la preoccupazione di alcuni dipendenti dell’ospedale in merito alle ripercussioni che questa decisione può avere su diversi reparti dell’ospedale. Con il declassamento vi sarebbero conseguenze anche per il reparto di Ostetricia e Ginecologia, che da sempre segue anche le gravidanze patologiche con rischio di nascita prematura e vedrebbe per effetto del dirottamento di tali casistiche verso centri con TIN, con la nuova riorganizzazione per il nostro territorio il riferimento sarebbe Monza; inoltre molte altre donne potrebbero decidere, prudenzialmente, di partorire in altre strutture dotate di TIN.

Per questo il Consiglio comunale, con l’astensione della Lega Nord, ha approvato una mozione per chiedere a Regione Lombardia e all’Assessore al Welfare Gallera di sospendere per quanto riguarda l’Ospedale di Rho le previsioni di declassamento a Terapia sub-intensiva della delibera sulle TIN e di prendere ogni decisioni solo quando per l’ambito di Città Metropolitana sarà chiaro il ridisegno della Rete Materno Infantile Milanese e farsi parte attiva presso Regione Lombardia e l’ASST Rhodense per il mantenimento a Rho del servizio di Terapia Intensiva Neonatale, senza alcun depotenziamento della TIN dell’Ospedale di Rho, con la possibilità di continuare con tutte le manovre intensive fino ad ora in atto.