Giorno: 30 aprile 2019

Il futuro delle feste popolari

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Le feste popolari sono in crisi da ormai 7-8 anni per due motivi principali: il sempre più ridotto numero di volontari, organizzare e gestire una festa è una faticaccia e non si limita al periodo che va dalle 19 alle 24 di sera ma servono volontari che presidino gli spazi tutto il giorno per pulire, accogliere i fornitori, cucinare e sistemare tutto ciò che è rimasto dalla sera precedente. Senza parlare di tutto il lavoro che comincia mesi prima: scegliere il cuoco, i gruppi che suoneranno, il menù, i prezzi e un sacco di altre cose. Solo chi non ha mai partecipato all’organizzazione può pensare sia una iniziativa semplice.

C’è poi il lato economico. La crisi ovviamente ha colpito anche le feste, riducendo le presenze e di conseguenza le entrate e costringendo alcune associazioni storiche a terminare il periodo senza guadagnare nulla.

Per questo abbiamo deciso di realizzare una nuova tensostruttura al Centro sportivo. Spazio per le feste popolari (sarà la sala ristorante) durante il periodo estivo e per lo sport durante i restanti mesi. Qualcuno ha rinunciato a parte delle strutture (palco, birreria, pagode) per pagare un affitto più basso. I lavori si stanno protraendo oltre il periodo utile per svolgere le feste, purtroppo il primo appalto è andato deserto e ne abbiamo dovuto fare un secondo. E’ per questo che nel mese di marzo abbiamo comunicato agli organizzatori che quest’anno salteremo un anno e riprenderemo il prossimo con uno spazio nuovo.

Perché la tensostruttura è utile per le feste? Anche qui i motivi sono due: risparmiare e mettere a disposizione degli spazi più belli rispetto alle strutture mobili. Le strutture delle feste infatti sono messe a disposizione e montate da un privato scelto direttamente dalle associazioni che chiede un affitto alle stesse, una struttura pubblica avrà sicuramente costi più accessibili garantendo anche uno spazio principale, quello della sala ristorante, più bello e dignitoso rispetto a quello attuale. Penso ad esempio ai bagni pubblici che ogni anno dobbiamo far montare mentre con la nuova tensostruttura saranno fissi.

Ogni anno a febbraio è necessario fare richiesta al Comune per richiedere gli spazi ove svolgere le feste. Quest’anno l’hanno fatta in quattro: Gruppo “bistecca fiorentina”, Solidalinsieme, Partito democratico e Rifondazione comunista. Non l’hanno fatta i sardi, come avevano annunciato a settembre, ed è un vero peccato. L’associazione A. Nazzari aveva quindi già deciso di non proseguire quest’anno per mancanza di volontari ma mi sono fatto promettere che useranno quest’anno per riorganizzarsi e ripartire l’anno prossimo.

Un tempo le feste erano più di sette e si “sgomitava” per avere i periodi migliori, per questo si era giustamente introdotto il sistema della rotazione in modo che ogni festa avesse un periodo diverso ogni anno. Oggi purtroppo sono in grande crisi.

Conosco le feste popolari del Centro sportivo da quando avevo 5 anni e stavo con la mamma alla pesca, poi un po’ più cresciuto ho servito ai tavoli e gestito la birreria della Festa de l’Unità, fatto le patatine, mozzarelle e calamari fritti all’altrafesta (bei tempi!) e sperimentato da commensale tutte le feste. Tengo alla loro continuazione non solo perché sono uno straordinario momento di comunità ma anche perché ci sono personalmente legato.