L’errore sul cacolo TARI non riguarda Cornaredo

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In questi giorni si è molto discusso dell’errata applicazione della TARI da parte di alcuni comuni, anche molto grandi (sembrerebbe siano coinvolti anche Milano, Genova e Napoli). Vorrei tranquillizzare tutti per quanto riguarda il nostro Comune: a Cornaredo i calcoli sono stati fatti in maniera corretta dal 1996, anno in cui fu introdotta la Tariffa Igiene Ambientale, e maggior ragione dopo l’entrata in vigore del DPR 158/1999 che definisce i criteri di calcolo.
La TARI è composta di due voci: una parte fissa e una parte variabile. La parte fissa viene calcolata tenendo in considerazione i metri calpestabili dell’immobile e serve a rifondere i costi “fissi” sostenuti per i servizi (smaltimento, pulizia, una parte dei servizi di raccolta, manifestazioni ed eventi) mentre la parte variabile tiene in considerazione anche il numero di componenti del nucleo familiare perché serve a calcolare quanti rifiuti può “produrre” potenzialmente un immobile. Per le utenze non domestiche invece la parte variabile varia in base alla tipologia di utenza.
In cosa ha consistito l’errore? Alcuni comuni, tutti sono tenuti ad approvare annualmente il piano tariffario, hanno erroneamente calcolato la parte variabile della TARI per ogni pertinenza collegata all’immobile mentre la parte variabile va computata una unica volta. Questo ovviamente ha fatto lievitare la TARI richiesta alla singola utenza con più pertinenze.
Dietro il “foglio TARI” che riceviamo ogni anno si può verificare il metodo di calcolo utilizzato e che nel nostro Comune la parte variabile viene richiesta una volta sola sotto la voce dell’abitazione e non quella delle pertinenze.
Fatte le verifiche del caso, il Ministero ha dichiarato che a breve verrà emanata una circolare relativamente al comportamento da tenere da parte dell’ente locale ma dubito vista l’interpretazione univoca del sistema di calcolo che non vi saranno rimborsi per chi ha pagato di più.
C’è però un tema fondamentale da tenere in considerazione e su cui vi può essere una e una sola interpretazione: il servizio di igiene urbana va pagato interamente attraverso la TARI. Significa che se al nostro Comune il servizio di igiene urbana costa 2,7 milioni di euro la somma delle TARI che si richiedono a tutte le utenze deve fare 2,7 milioni di euro. Ciò significa che se un comune ha erroneamente fatto pagare qualcosa in più a delle utenze, ha anche fatto pagare qualcosa in meno ad altre.
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