Mese: luglio 2016

I lavori dell’estate 2016

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Anche questa estate sono tanti i lavori che verrano svolti nel nostro Comune. Se si stanno ormai concludendo le asfaltature di molte strade in pessime condizioni e la manutenzione dei marciapiedi, durante l’estate ci si concentrerà sulle scuole e il patrimonio pubblico. Ecco di seguito le principali opere:
varchi di accesso, a fine luglio sono stati completati i lavori per la messa in esercizio delle prime due telecamere. Le prime due sono state installate sulla ex SS 11, le successive due saranno installate a Cascina Croce e via per Cusago
• rimozione dell’amianto, sono partiti i lavori presso il cimitero di San Pietro all’Olmo mentre successivamente ci si sposterà al magazzino comunale
• stesura del porfido in via Cavour, sistemazione del tratto lato nord con stesura del porfido e posa dell’arredo urbano
• fibra ottica, si concluderanno i lavori per portare la fibra ottica “pubblica” a Cascina Croce e a San Pietro all’Olmo. Questo ci consentirà di implementare il sistema di videosorveglianza anche nelle due frazioni
• manutenzioni stradali, stanno terminando i lavori di riasfaltatura (mancano il parcheggio in Piazza Libertà e via Matteotti, dove si creerà anche una pista ciclabile) e alcuni marciapiedi (via Roma, via F.lli Cairoli e via Deledda)
• interventi nelle scuole, sono stati avviati i lavori per il rifacimento di un corpo bagni alla Muratori, la creazione di un ingresso alla materna Mazzini, l’imbiancatura del nido di via Imbriani e la rimozione della lana di vetro presso l’elementare di via IV Novembre. In via Volta è in corso la riqualificazione energetica dell’edificio, verranno rese fruibili tre classi al primo piano al momento inutilizzabili grazie anche a un ascensore mentre in via Sturzo è in corso la coibentazione della palestra e la riqualificazione energetica della scuola materna

Il nuovo piano diritto allo studio

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Il piano diritto allo studio del prossimo anno scolastico presenta numerose novità. In due anni la rivisitazione di tutte legasse ISEE permette al 36% di godere di agevolazioni tariffarie mentre l’anno scorso era il 20%.
Cominciamo dai più piccini: siamo intervenuti facendo uno sforzo economico importante per rilevare l’asilo nido di San Pietro all’Olmo che da settembre sarà un nido comunale e garantirà un servizio essenziale per 23 famiglie della nostra comunità, abbiamo rivisto le fasce ISEE delle rette in modo da agevolare le famiglie con fasce di reddito medie e basse e aderito all’iniziativa di Regione Lombardia “nidi gratis” a favore delle famiglie con un reddito ISEE sotto i 21.000 euro.
Da subito abbiamo cominciato a investire nelle nostre scuole, in due anni i lavori svolti e le cifre destinate per le scuole comunali ammontano a circa 1,2 milioni di euro. Quest’estate in particolare stiamo intervenendo presso l’elementare di via Volta per la riqualificazione energetica, la media Muratori per il rifacimento di un corpo bagni, la materna Mazzini per il rifacimento dell’ingresso, l’elementare di IV Novembre per eliminare la lana di vetro e la sistemazione di alcuni soffitti. Inoltre, a seguito del bando sulla gestione calore, verranno svolti lavori per la riqualificazione energetica della materna Mazzini e della materna di via Sturzo oltre che la coibentazione della palestra della scuola elementare di via Sturzo. È prevista la sostituzione della maggior parte delle caldaie (saranno dotate di telegestione), l’installazione delle valvole termostatiche e l’isolamento dei sottotetti.
Continua anche il piano LIM: 18.000 euro ci permetteranno di arrivare al 75% delle classi coperte.
Sui progetti delle singole scuole: sono così tanti che non ve li elenco tutti ma vi invito a leggere l’ultima parte del piano che contiene i progetti proposti dall’Amministrazione comunale e dalle scuole. Si spazia dalla legalità all’ambiente, dalla sicurezza stradale alla musica.
Qui trovate il piano completo.

Qualche risposta sui profughi

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Due giorni fa a Milano 19 comuni della ex provincia di Milano sono stati convocati dal sindaco metropolitano Sala per confrontarsi sull’emergenza profughi. La situazione attuale vede 3.000 profughi accolti in città e 1.500 nella ex provincia, molti concentrati a Bresso, Magenta, Rho e in altri comuni. Questi numeri non sono enormi per una città metropolitana di oltre tre milioni di abitanti. Diventano però un problema quando si concentrano i profughi in pochi spazi molto affollati, scaricando tutto l’impegno su singoli comuni e creando dei ghetti in cui le condizioni di vita sono scadenti e le possibilità di inserirsi nel tessuto sociale praticamente zero. Questo ad esempio è quanto potrebbe accadere a Rho se si decidesse di utilizzare il Campo base di Expo per ospitare un alto numero di profughi. Una scelta che ritengo sbagliata e non condivisibile.
Il sindaco metropolitano Sala ha rivolto a noi sindaci una richiesta precisa: la richiesta è quella di costruire una accoglienza diffusa, in cui tutti i comuni facciano la propria parte. Ma cosa significa esattamente “accoglienza diffusa”? Significa evitare di concentrare i profughi in pochi spazi molto affollati, distribuendoli invece in piccoli gruppi nei diversi comuni. Ciò permette di seguire meglio ogni percorso, favorendo un effettivo inserimento dei nuovi arrivati nelle comunità di destinazione: ad esempio assicurandosi che i bambini e i ragazzi possano veramente andare a scuola, oppure che gli adulti imparino l’italiano in tempi ragionevoli, mentre attendono che la loro domanda di asilo venga esaminata. È anche il modo migliore per evitare che un fenomeno naturale come quello delle migrazioni possa diventare un problema di sicurezza per i cittadini.
Come spesso accade, alcuni sindaci hanno preferito tirarsi indietro. Certamente tra i (pochi) sindaci che hanno detto di no, alcuni contano di guadagnare voti facendo la voce grossa: una posizione che non porta da nessuna parte, perché se il prefetto stabilisce di inviare dei richiedenti asilo in un comune, il sindaco non ha il potere di rifiutarsi. Per questo i sindaci che dicono “niente rifugiati nel mio comune” stanno facendo un cattivo servizio ai loro concittadini: perché fanno una promessa che non possono mantenere, invece di creare le condizioni per gestire al meglio una situazione delicata e inevitabile. È una logica che non condividiamo: è più facile scaricare un problema sul comune vicino, piuttosto che assumersi la responsabilità di affrontare tutti insieme una sfida complessa, ma inevitabile. Tra comuni vicini, ci si sostiene gli uni con gli altri. Per questo, con gli altri sindaci del Rhodense abbiamo deciso di confrontarci per trovare insieme delle modalità condivise di accoglienza. Personalmente sono più preoccupato del concentramento di 300 profughi a Rho che di un’accoglienza diffusa capace di coinvolgere tutti i territori e quindi credo che Cornaredo, di fronte a una emergenza, debba fare la sua parte.
Questo significa che anche a Cornaredo arriveranno dei profughi? E nel caso, quanti saranno, dove verranno alloggiati, cosa faranno? Sono domande giuste, alle quali non possiamo ancora rispondere, per il semplice motivo che ancora non ci è stato comunicato se riceveremo dei profughi, se si tratterà di singoli o di nuclei famigliari, se proverranno dalla Siria o dalla Somalia o da qualunque altro luogo sulla Terra. L’arrivo in ogni caso non è imminente, se accadrà non sarà domani o dopodomani, ma credo sia utile muoversi con anticipo sia dal punto di vista politico che da quello dell’accoglienza.
Quello che sappiamo con certezza è che Cornaredo, di fronte a un’emergenza, deve fare la sua parte responsabilmente, senza fare inutili proclami e preparandosi a gestire al meglio la situazione. Si tratta di pragmatismo e non di buonismo. Le persone che arrivano a Milano sono tutte identificate ed in attesa della concessione dell’asilo politico. Come Cornaredo si comporteranno tutti gli altri comuni del nostro territorio e la stragrande maggioranza dei sindaci della Città Metropolitana.
Un’ultima cosa, meno pratica, ma forse più importante. La politica è anche una questione di valori: valori a cui fare riferimento e valori da rispettare. I valori della nostra comunità sono gli stessi che ci hanno insegnato i nostri padri e i nostri nonni. I nostri padri e i nostri nonni che in gran parte non sono nati a Cornaredo, ma in mille altri luoghi d’Italia, e qui a Cornaredo sono arrivati da migranti cercando un posto dove vivere meglio e dove costruire il loro futuro: magari all’inizio si sono visti guardare con un po’ di diffidenza perché non erano nati qui, ma poi hanno trovato il loro posto in una comunità capace di accoglierli. La storia della nostra città ci insegna il valore di trattare gli altri con dignità e rispetto, anche se non li conosciamo perché arrivano da lontano e inaspettati. Sono questi i valori con cui dobbiamo trattare quanti arrivano in Italia fuggendo da paesi travolti dalla guerra, dalla fame, dalle persecuzioni. L’alternativa è nascondere la testa sotto la sabbia, pestare i piedi come bambini capricciosi, lasciare che le difficoltà ricadano sui nostri vicini di casa e decidere di essere peggiori di quel che vogliamo e dobbiamo essere. Io credo che Cornaredo sia una comunità inclusiva e solidale, fedele alla sua storia e ai suoi valori. Tutto il resto viene di conseguenza.