Mese: marzo 2016

L’autonomia fiscale e le risorse umane: due nodi da sciogliere per il futuro dei comuni

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L’ultima legge di stabilità, è inutile nasconderlo, ha previsto per i Comuni alcune novità molto positive come ad esempio l’eliminazione del patto di stabilità con l’introduzione del solo vincolo del saldo di competenza che tradotto in maniera semplice significa che le entrate e le uscite dell’anno devono pareggiare. Non sono stati previsti ulteriori tagli ai trasferimenti che, anzi, per sopperire all’eliminazione della TASI sull’abitazione principale sono in aumento rispetto all’anno precedente. Sembrerebbe una buona notizia e nell’immediato lo è sicuramente, il rovescio della medaglia  è dato però dal fatto che in questo modo si limita l’autonomia fiscale dei comuni. Eliminata la TASI sull’abitazione principale rimangono poche le leve fiscali per i comuni, per leve fiscali si intendono quelle entrate le cui aliquote vengono decise dagli enti locali e i cui introiti sono a disposizione degli stessi locali: IRPEF comunale e tariffe previste per i servizi a domanda individuale.

Questo significa ridurre all’osso l’autonomia dei comuni che, non potendo scegliere come calibrare le entrate di propria competenza, dipendono in tutto e per tutto dalle scelte del governo in merito a tassazione e trasferimenti. In questo modo diventa più difficile programmare qualunque attività comunale e i lavori di manutenzione. Sarebbe necessario dare più responsabilità e autonomia ai comuni riscrivendo le regole della fiscalità locale una volta per tutte stabilendo cosa spetta agli enti locali evitando che gli stessi riscuotano risorse che poi vengono girate allo Stato centrale.

Una delle grandi pecche di questa legge di stabilità riguarda però il tema del personale della pubblica amministrazione. Il turnover, ossia la possibilità di sostituire i dipendenti che vanno in pensione, è infatti tornato al 25%: significa quindi che il Comune di Cornaredo, così come gli altri enti locali, potrà assumere un dipendente ogni quattro che andranno in pensione. Su questo nodo, su cui Anci (l’associazione nazionale dei comuni) ha già espresso un parere molto negativo, si gioca il futuro dei comuni.

Cornaredo ha 90 dipendenti, tra questi 18 agenti di polizia locale e 8 educatrici dell’asilo nido. Oggi gli operai comunali sono 3 mentre quindici anni fa erano una decina. Questi numeri raccontano di come la macchina comunale, rispetto ai servizi che eroga, sia davvero sottodimensionata in termini di risorse umane. Comuni delle dimensioni di Cornaredo hanno almeno una decina di dipendenti in più ed è ovviamente difficile in casi come questo che la pubblica amministrazione sia pienamente efficiente visto che tutto ricade su un numero esiguo di dipendenti.

Quali servizi verranno offerti in futuro ai cittadini se i dipendenti si ridurranno? Se da un lato ci sono servizi, valutando costi e benefici, che potrebbero essere esternalizzati (penso al servizio ai servizi cimiteriali e la gestione dei nidi per esempio), ce ne sono altri che qualificano il comune nel rapporto con i cittadini come ad esempio il servizio tributi, l’anagrafe, i lavori pubblici e l’urbanistica che non è plausibile pensare di non gestire internamente.

Non la trovo una prospettiva auspicabile: per i cittadini, per i dipendenti stessi che rimangono moltiplicando gli sforzi (il contratto collettivo è fermo da anni e sono bloccate le progressioni verticali) ma anche per la storia dei comuni. Svuotare i comuni dei propri dipendenti equivale a svuotarli del ruolo fondamentale che hanno nell’architettura istituzionale del nostro Paese.

Il bilancio di previsione 2016 in pillole

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Tasse e tariffe
Un bilancio molto diverso da quello dello scorso: quest’anno infatti non ci sarà più la TASI sul l’abitazione principale mentre la TARI (la tariffa sui rifiuti) subirà un calo per le utenze domestiche grazie anche all’introduzione della tariffazione puntuale. Non solo, proseguendo il lavoro compiuto lo scorso anno quando abbiamo rivisto tutte le fasce ISEE per i servizi scolastici per renderle più eque e previsto delle agevolazione per le famiglie che hanno più figli che usufruiscono degli stessi servizi, quest’anno abbiamo rivisto le fasce ISEE per le tariffe del nido portandole da cinque a undici. Per il comune questo significa una minore entrata su base annua di circa 20mila euro, per le famiglie che hanno un po’ di meno una tariffa molto più bassa per mandare i loro bimbi al nido.

Investimenti e lavori pubblici
Il 2016 sarà un anno importante per gli investimenti sul nostro territorio. I lavori che si svolgeranno durante l’anno ammontano a circa 3 milioni di euro che diventeranno più di 3,6 milioni se riusciremo ad accedere ai numerosi bandi cui stiamo partecipando. Le risorse sono così articolare:
– 1,9 milioni di euro sono stati appaltati a fine 2015, ne ho già parlato qualche mese fa e in questo articolo trovate il dettaglio
– 600 mila euro vengono finanziati con gli oneri di urbanizzazione che entreranno quest’anno e verranno destinati a interventi dell’area giochi del parco in piazza, cimitero di San Pietro, verde pubblico, videosorveglianza, manutenzione di edifici pubblici, piano sicurezza stradale
– 400 mila euro saranno finanziati con l’avanzo di amministrazione di cui disponiamo, la destinazione va ancora definitiva ma verranno utilizzati per parte del rifacimento della pista di atletica, la sistemazione del retro della ex-filanda e della piazza
– 100 mila euro riguardano opere che verranno decise attraverso il bilancio partecipativo con le votazioni del 20 marzo
– 300 mila euro potrebbero arrivare dallo sblocco degli investimenti per le scuole, lavori per cui abbiamo fatto richiesta pochi giorni fa e riguardano diverse scuole del nostro territorio
– altre entrate potrebbero entrare se vincessimo i bandi per la pista di atletica (ci permetterebbe di renderla omologabile), videosorveglianza, piano sicurezza stradale e piste ciclabili, parliamo di altri 350 mila euro

Innovazione e novità
Il bilancio porta con sé anche alcune iniziative che saranno una sorta di sperimentazione, penso ad esempio al baratto amministrativo, il bilancio partecipativo, la tariffazione puntuale dei rifiuti e la videosorveglianza sulle vie di accesso al paese. Il primo è uno strumento mediante il quale chi è moroso nei confronti del Comune potrà “ripagare” il debito con dei lavori socialmente utili, del secondo abbiamo parlato in lungo e in largo mentre la tariffazione puntuale dei rifiuti ci permetterà di premiare chi starà più attento a fare la raccolta differenziata e migliorare le percentuali di raccolta. Le telecamere ci serviranno per migliorare la sicurezza, quella reale e quella percepita, dei nostri cittadini.
Quest’anno subentreremo nella gestione dell’asilo nido di San Pietro all’Olmo per garantire un servizio fondamentale nella nostra frazione e poche settimane fa l’Agenzia dei beni confiscati ci ha consegnato le chiavi dell’immobile sequestrato di via Vanzago. Su quest’ultimo immobile avremo a breve un incontro con Libera e Regione Lombardia perché, vista la situazione del bilancio comunale, sarà necessario attingere a fondi specifici per finanziare gli interventi necessari per rendere l’immobile fruibile alle nostre associazioni.
Di quello che abbiamo in programma di fare sull’illuminazione ho già parlato in lungo e in largo qui. Faremo esattamente la stessa che abbiamo fatto con la gestione calore, dove siamo partiti prima e abbiamo già fatto la gara per il servizio che prevede la sostituzione di quasi venti caldaie degli edifici pubblici, il telecontrollo e anche numerose migliorie capaci di ridurre i costi.
Infine, da qualche giorno TIM ha cominciato i lavori per la posa della fibra ottica su tutto il territorio. Un intervento svolto interamente a spese dell’operatore. Ci saranno un po’ di disagi visto che i lavori dureranno 2/3 mesi ma è sicuramente un intervento apprezzabile.

Pensiamo al futuro, i progetti che continuano
Come dicevamo spesso all’inizio del nostro mandato, ci sono progetti che coinvolgono l’intero arco del quinquennio ma per i quali questo 2016 è un anno fondamentale, si tratta di progetti che non sempre vedono il comune quale protagonista è responsabile unico. Nello specifico:
– la scuola superiore che partirà finalmente a settembre, gli alunni cominceranno inizialmente le lezioni nella scuola media curiel per poi spostarsi nella nuova sede una volta ultimati i lavori (la scorsa settimana abbiamo approvato in giunta la convenzione)
– grazie alla modifica della convenzione con il Comune, potrà partire il progetto di Fondazione Talamona che ha già trovato il soggetto gestore e potrà essere un luogo di accoglienza di soggetti fragili
– a inizio mese abbiamo approvato il piano di valorizzazione degli alloggi pubblici, ne venderemo alcuni alle famiglie che sono disponibili all’acquisto in modo che gli inquilini che li occupano possano essere indipendenti mentre le risorse introitate verranno investite per acquistare altri alloggi e rispondere alla richiesta di alloggi comunali (l’attuale graduatoria ha poco più di 100 famiglie in lista di attesa)
– attraverso una gara pubblica verrà individuato il nuovo gestore del centro sportivo, questo permetterà nelle intenzioni di valorizzare ancor di più il centro ma sgraverà anche il bilancio del comune. Ovviamente saranno tutelate le società sportive del  nostro territorio, sia in termini di accessibilità agli spazi sia in termine di tariffe
– così come fatto lo scorso anno per la scuola superiore, sarà importante quest’anno occuparsi della situazione di Villa Dubini. La previsione del pgt consente all’operatore un intervento di recupero importante prevedendo anche la cessione di gran parte del parco al Comune, sui confini del parco la soprintendenza ha chiesto un approfondimento che è stato svolto dalla proprietà e su cui stiamo aspettando che la soprintendenza si esprima
– l’impegno insieme con il comune di Bareggio per  il progetto variante alla ex-statale 11 andrà avanti. É necessario risolvere il problema causato dagli oltre 20 mila veicoli che transitano tutti i giorni nel centro abitato di San Pietro all’Olmo

Pric, il primo passo per cambiare l’illuminazione di Cornaredo

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Nel consiglio comunale di ieri è stato adottato un documento molto importante dal significato simbolico notevole per il futuro della nostra comunità: il piano regolatore dell’illuminazione comunale. Un nome un po’ complicato per un documento che nel proprio contenuto fotografa la realtà del nostro comune dal punto di vista dell’illuminazione facendo uno screening degli impianti presenti sul nostro territorio e descrivendo quali siano le soluzioni ottimali.
Il documento riporta inoltre una zonizzazione del territorio in base alle necessità di illuminazione a cui sono collegati anche gli impianti e le tecnologie preferibilmente utilizzabili nonché gli impianti non conformi che sono presenti sulle nostre strade e che andrebbero sostituiti. È prevista infine la sositituzione di circa 2.500 punti luce (attualmente quelli presenti sono più di 3.000), 250 sostegni, 8 km di linea area e si sostituiranno poco più di 80 quadri elettrici in modo da distinguere l’illuminazione pubblica dalle linee di distribuzione.
L’adozione di questo documento è la premessa su cui si reggerà, una volta acquistata la proprietà di tutti gli impianti di illuminazione da Enel sole (la maggior parte degli impianti sul territorio non sono infatti di proprietà del comune), l’appalto per la gestione dell’illuminazione e il passaggio ad una illuminazione pubblica quasi completamente a led. Se ormai sono conosciuti i minori consumi della tecnici logica led (più del 60% dei consumi) e il minor inquinamento, in sede di gara potranno anche essere previste ulteriori tecnologie da affiancare all’illuminazione (penso ad esempio al Wi-Fi o alla videosorveglianza).
Un percorso che alla fine, lavoriamo per fare in modo che la gara venga svolta nell’arco di alcuni mesi, ci porterà a veder cambiare il volto del nostro Comune, renderlo più sostenibile dal punto di vista ambientale e più smart.