Il protocollo anti smog di Città metropolitana

Postato il Aggiornato il

Tutti ormai sappiamo che questo inverno bizzarro oltre a temperature mai così alte ci ha consegnato una emergenza smog mai così profonda e urgente. Questa situazione ha reso necessario il blocco totale di fine 2015 e un blocco parziale nei giorni scorsi.
Una delle critiche che più spesso vengono rivolte ai comuni in questi casi è l’agire in maniera sparsa e senza una linea comune. Così è stato anche in entrambe le occasioni sopracitate, non tutti i comuni hanno partecipato e quando lo hanno fatto è capitato che ci fossero modalità differenti.
La situazione creatasi alla fine dello scorso anno ha però portato città metropolitana a convocare con urgenza un tavolo chiedendo la partecipazione di tutti i comuni dell’area metropolitana. Il tavolo ha condiviso un protocollo, ossia un documento che definisce automaticamente quali azioni intraprendere una volta che la soglia di inquinamento viene superata per 10 giorni consecutivi, azioni che decadono se per tre giorni consecutivi i livelli delle polveri tornano sotto i limiti.
Quello che è successo nei giorni scorsi è conseguenza del protocollo. Più di 20 comuni dell’area metropolitana hanno emesso la medesima ordinanza che ha previsto, nello specifico, lo stop ai diesel euro 3 senza filtro antiparticolato e la diminuzione delle temperature degli edifici pubblici e privati. È sufficiente? No, ma è un segnale importante perché il rischio è quello di considerare l’inquinamento un falso problema solo perché non si “vede”, non incide nel breve periodo sulla nostra salute ma lo fa sicuramente nel medio-lungo.
Non è sufficiente anche perché, come mi ha fatto notare qualche cittadino, non è corretto penalizzare chi ha un diesel euro 3 invece di una automobile più recente è l’area metropolitana non ha una rete di trasporti adatta a garantire un’alternativa valida al trasporto privato. Per questo motivo non abbiamo aderito al blocco totale di dicembre.
Anche ANCI, l’associazione dei comuni, ha chiesto a Regione Lombardia di farsi parte attiva nel dare delle risposte sul tema del trasporto locale e degli incentivi per la sostituzione delle autovetture obsolete. Perché non pensare ad esempio a degli incentivi regionali o a un investimento importante nel trasporto pubblico finanziati per una parte con i 57 milioni di euro previsti per il referendum per l’autonomia regionale? Credo sarebbe più utile.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...