Se Milano mi ricorda Genova

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Ho incominciato ad interessarmi di politica dopo il G8 di Genova, non ero ancora maggiorenne ma in quei giorni capii che impegnarsi in prima persona poteva essere il mio unico modo per rispondere a quelle immagini. Ero ancora un po’ idealista, come si è tutti a quell’età. Ero angosciato, mettere a ferro e fuoco una città era davvero una cosa inconcepibile. Anche se Genova non era la mia città, in quel momento mi sentivo di farne parte, di essere uno di quei cittadini che guardava dalle finestre le proprie vie distrutte.
Dove non era arrivato papà con la sua passione e il suo impegno civile, sono arrivate quelle immagini. Ho cominciato ad interessarmi, a leggere, ad impegnarmi, a partecipare a riunioni noiosissime, a pensare globale ed agire locale come un tempo si cantava alle manifestazioni.
Oggi c’è Milano. C’è la solita angoscia, anzi forse di più perché è la mia grande città. Perché qui ho studiato, lavorato, mi sono innamorato e qui sono almeno due/tre volte a settimana. Una angoscia che é anche fisica. Di più, forse anche perché quasi 15 anni dopo l’inizio del mio impegno mi rendo conto che, anche se sto realizzando il sogno di fare il sindaco del paese che amo, non ho cambiato assolutamente nulla. Forse qualcosa, nel mio piccolo.
Però lo ringrazio anche quell’impegno, li ringrazio quei giorni di luglio. Perché mi permettono, oggi, di avere una posizione netta contro chi sta devastando Milano senza alcuna giustificazione plausibile. Mi permettono, oggi, di capire che la posizione giusta non é sicuramente quella di questi idioti. Mi permettono anche di non essere indifferente a quanto accadde, di essere angosciato. Ho anche tanta rabbia contro queste persone. Non ho mai fatto a botte con nessuno, ma in questo momento credo che riuscirei ad assestare qualche pugno ben indirizzato. Protestano (?) contro il mondo che non da possibilità e futuro, ma persone con questo cervello potrebbe averlo un futuro? E se lo meritano? Io me li immagino quando sono partiti dalle loro case, la miseria di pensare di andare a spaccare vetrine che ai miei occhi li rende semplicemente dei falliti.
Bruciano macchine e negozi pensando di toccare i governanti che tanto odiano. Non riescono a capire che quelli, soprattuto in questo periodo, sono i sacrifici di tante persone che oggi riposano e non lavorano.
Milano si riprenderà perché è forte ed orgogliosa, spero ci riprenderemo anche noi che, davvero senza presunzione e al di là di quello che pensiamo di EXPO, siamo la parte più grande e più bella di questo Paese, quella che lavora per dare ai propri figli un futuro migliore.
Io nel frattempo continuo a impegnarmi.

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