Il patto di stabilità, questo sconosciuto

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Spiegare cosa sia il patto di stabilità non é assolutamente un esercizio semplice. Non tanto dal punto di vista tecnico, ma perché si tratta di un vincolo talmente assurdo che molto spesso le persone non credono possa realmente esistere. Raccontata semplicemente: il Comune ha un tesoretto di risorse proprie, accumulato negli anni, che per via dei vincoli posti dal patto di stabilità non può spendere. In particolare il saldo tra entrate e uscite del comune deve essere positivo e superiore a una cifra che per quest’anno per Cornaredo si aggira sui 500 mila euro.
Utilizzando una metafora si potrebbe dire che funziona così: partiamo dal presupposto che i comuni siano dei dipendenti di una azienda e che questi dipendenti ricevano una retribuzione per il lavoro che svolgono, una retribuzione neanche troppo alta a dirla tutta. Bene, la stessa azienda impone ai dipendenti di non poter spendere le risorse derivanti dalla retribuzione ricevuta, e quindi dal loro lavoro, perché l’azienda deve garantire di non indebitarsi ulteriormente. Quindi a fungere da garanzia sono le retribuzioni dei dipendenti. É una storia assurda, ma il patto di stabilità funziona davvero così.
Tutti i comuni, non solo quello di Cornaredo, non possono investire parte delle risorse che hanno a disposizione. Risorse che sono accumulate e non spese da anni. Per noi la cifra é di qualche centinaia di migliaia di euro, per i nostri vicini di casa di Settimo Milanese parliamo di una cifra molto più alta. Questa condizione ha portato a una situazione insopportabile sia per le amministrazioni locali che vedono i loro investimenti limitati (la spesa per gli investimenti dal 2007 ad oggi é diminuita del 25% per il totale dei comuni) ma anche per le economie locali. Le piccole aziende che lavorano nei territori, e con le amministrazioni locali in primis, hanno risentito per prime di questa riduzione di spesa entrando in una spirale di difficoltà da cui molto non sono riuscite ad uscire.
E questa é la parte relativa al patto di stabilità. Quella sui tagli ai trasferimenti statali che il comune di Cornaredo ha ricevuto negli ultimi anni, con governi di centrodestra e centrosinistra, ve la racconterò a breve quando ci diranno quali tagli dovremo subire quest’anno.
Per questo motivo ritengo inconcepibile che anche in questi giorni si parli ancora di tagli ai comuni.

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