Mese: gennaio 2015

Il toto nomi non mi appassiona

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Tra qualche ora cominceranno le votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica. Un momento importante e di cui, a differenza di ciò che avviene per esempio per l’elezione del Pontefice, conosciamo ogni singolo passaggio. Le votazioni del Presidente mi piacciono sin da quando ero bambino: la conta dei voti, i numeri che sulla sinistra del teleschermo aumentano poco alla volta per questo o quel candidato.
Le ultime elezioni sono state speciali. Non tanto e non solo per la rielezione di Napolitano o per la confusione incredibile che le ha accompagnate ma perché in quei giorni di aprile mi trovavo a Roma, proprio fuori dal Parlamento, in attesa.
Dopo due anni ci ritroviamo ancora qua. Solite liturgie, solite discussioni inutili nei giorni che precedono l’elezione sul borsino dei papabili candidati, d’altronde i giornali devono vendere anche nei giorni in cui non ci sono notizie.
Quale Presidente dovrà essere? Le polemiche sul nome, se sarà o meno frutto del patto dal Nazareno, mi appassionano davvero poco. Per sua natura e per raccogliere voti da una ampia platea di parlamentari, dovrà essere un nome condiviso.
Una personalità politica forte, super partes e in grado di interpretare la Costituzione al meglio, come ha fatto in questi nove anni Giorgio Napolitano che nella crisi dei partiti e della rappresentanza democratica si è dimostrato un baluardo della nostra Repubblica, più interessato al bene dell’Italia che alle invettive di cronisti da quattro soldi o alle beghe interne dei partiti.
Qualcuno che ci mantenga credibili nei rapporti internazionali e che sappia entrare in sintonia con la parte migliore del nostro Paese, abbiamo bisogno di un Presidente “vicino”, in grado di sostenere la ripresa e di unire in un momento in cui invece ogni giorno evidenziamo quello che ci divide dall’altro.

La città metropolitana deve essere la nostra prospettiva

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A un mese di distanza dal voto dello Statuto della Città metropolitana, potete trovare tutto su www.cittametropolitana.mi.it, parte ufficialmente la nuova avventura di questo nuovo ente, ai più oscuro nell’organizzazione e nell’utilitá.
Molte delle funzioni restano le stesse della vecchia Provincia: pianificazione territoriale, coordinamento nella gestione dei servizi, mobilità, edilizia scolastica e la gestione dei sistemi di informatizzazione.
Devono però cambiare gli strumenti. Credo che l’unità di misura di questo progetto stia nella capacità di città metropolitana di essere un ente più autorevole ed efficiente di quanto fosse la vecchia provincia, imparando dagli errori ma soprattutto con una incisività e una prospettiva maggiore.
Delle tante regole contenute nello statuto, votato dalla Conferenza dei Sindaci (tutti i sindaci dei Comuni della ex provincia di Milano) poco prima di Natale, vorrei sottolineare quelle che in particolare riguardano la partecipazione. Su questo tema, vista l’elezione di secondo livello che ha portato all’elezioni del consiglio metropolitano, bisogna colmare un gap. Per questo nello statuto si dice chiaramente che il nuovo sindaco metropolitano verrà eletto a suffragio universale, per questo lo stesso é stato redatto chiedendo il contributo degli attori metropolitani  e sono contenuti sono contenuti al suo interno strumenti per una partecipazioni ampia: referendum, petizioni e istanze.
Ma che effetti avrà l’istituzione di Città metropolitana sui cittadini? La risposta in sintesi potrebbe essere questa: migliorare la qualità della vita dei singoli e condurre i Comuni in un percorso finalizzato a una gestione sovracomunale dei servizi pubblici locali, come i rifiuti ad esempio.
Il primo tema su cui solleciteremo Città metropolitana é quello della scuola superiore. Ci stiamo già lavorando e abbiamo intenzione di promuovere una petizione perché il tema sia discusso nel Consiglio metropolitano, come previsto dall’art. 9 dello statuto. Vogliamo avere finalmente delle risposte certe e sbloccare una situazione insopportabile che raffigura il fallimento della politica e della burocrazia del nostro paese.
Si comincia!

La politica nel reale

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2015-01-13 13.10.15

Mi ha emozionato tornare nel mio Liceo per confrontarmi con alcuni ragazzi sull’impegno dei giovani in politica. É difficile spiegare perché sia importante il loro impegno in politica, soprattutto oggi.

Ognuno ha la sua storia, le proprie passioni, siamo diversi ed é nella diversità dei singoli che molto spesso si ritrova la bellezza.
Ci deve essere allora un motivo, valido per tutti, unico. Io credo che la politica sia una cosa bella perché é lo strumento, oltre noi stessi, attraverso cui si cambiano le cose.
Lo so, da molti anni questa percezione é venuta meno. I giornali ci raccontano sempre più spesso di scandali, corruzione, malaffare. Tutte cose che oggi nell’immaginario collettivo colleghiamo alla politica. Non é così! La politica é uno strumento, la politica non può corrompere o essere corrotta, pagare o ricevere tangenti. Quello lo possono fare, e capita purtroppo, i politici. In tutto questo la politica non deve perdere però il suo valore, che ci riporta a motivare la necessità di un impegno. Un impegno delle persone oneste che decidono di collaborare per il bene comune. E’ opportuno separare il campo della politica da tutto ciò che politica non è.

Nel nostro territorio purtroppo c’è un simbolo che racchiude quello che non va nel nostro Paese: la scuola superiore. Ecco, io credo che una soluzione per la ripresa dei lavori di una struttura importante per il nostro territorio ce la possa dare solo la politica.