Perchè nessuno si debba mai sentire solo

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Vecchi

Oggi un anziano è spesso occupato nell’accudimento dei nipoti ed al contempo, secondo la propria indole, si impegna in attività di volontariato, ricreative, ludiche e culturali. Dall’altro lato i grandi anziani necessitano di tempi e ritmi più tranquilli, di essere tutelati in luoghi assistiti, dove potere condurre una socialità senza ansie nella dimensione del ricordo collettivo a contrasto della solitudine.

Ecco perché le risposte devono essere adeguate e coerenti al bisogno, non solo una mera erogazione di servizi ma una attenta valutazione, una puntuale programmazione ed una più completa progettazione complessiva. Le persone incontrate in questo periodo hanno espresso con chiarezza e determinazione le proprie richieste, spesso semplici ed immediate che esprimono una unica necessità: la riorganizzazione e l’adeguamento degli spazi e delle attività ad esse riservati.

La struttura del Melograno, cuore vitale dell’anzianità cornaredese, necessita di alcuni adeguamenti in termini innovativi (es. aria condizionata, diverso utilizzo delle sale,…) e, dati alla mano, potrebbe essere necessario prevederne l’ampliamento. Maggiori spazi quindi che possono ospitare: salette riservate agli ospiti dei mini-alloggi, sale dedicate agli anziani attivi, forme di residenzialità leggera in co-housing o, in alternativa, un centro diurno assistito.

Anche gli spazi esterni dovranno essere migliorati: tavoli all’ombra degli alberi nel parco, panchine e punti sosta nei percorsi che collegano al centro del paese ed ai servizi di pubblica utilità. Gli orti e la cura di alcune zone a giardino saranno oggetto di co-progettazione con i gruppi interessati.

C’è poi il grande tema della RSA che non può essere ridotto al semplicistico impegno della “posa della prima pietra” e di cui non abbiamo ancora visto dei progetti economici coerenti. La Residenza è un luogo dove si vive un tempo della propria vita – per questo fondamentale motivo la nostra RSA deve soddisfare appieno esigenze economiche e comunitarie, con rette sostenibili e garantendo una quotidiana apertura alla comunità che consenta alle persone ricoverate di mantenere attiva la relazione con i propri cari, gli amici e i conoscenti in spazi adeguati e protetti.

Il cerchio si chiude con un ultimo punto che è anche il punto dal quale ripartire ovvero un “Punto di Accoglienza Anziani” che ascolta, orienta, accompagna l’anziano e la sua famiglia ad individuare le giuste risposte ed infine restituisce, quale osservatorio privilegiato, una analisi evolutiva del bisogno quale utile monitoraggio per un costante aggiornamento progettuale.

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