Expo: per sei mesi al centro del mondo

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Manca un anno esatto all’inizio di Expo e in questi giorni i giornali riportano l’elenco delle opere mancanti. L’interrogativo è se saranno terminate o meno in un anno.

Expo però non è un evento che porta con sé soltanto un carico di infrastrutture o che può essere declinato interrogandosi unicamente, anche se legittimamente, su quale sarà il futuro di quelle aree al termine della manifestazione. Expo sarà per sei mesi il centro del mondo e il nostro Comune ha la fortuna di trovarsi a pochi chilometri dal sito, sta ai nostri amministratori trasformare questo evento in una opportunità per il territorio.

Perché il bivio cui ci troviamo di fronte è questo: impegnarci per coinvolgere su diversi livelli il nostro Comune e i nostri cittadini all’interno della manifestazione oppure comportarci come se nulla fosse e come se accanto a noi non dovessero passare nell’arco di sei mesi 20 milioni di persone, di cui 6 milioni dall’estero.

Io vorrei che Cornaredo prendesse la prima strada. Il tema di Expo, “Nutrire il pianeta”, è tanto universale quanto vicino ad ognuno di noi e si sposa perfettamente con la vocazione agricola che rappresenta la storia del nostro territorio. Dovremo coinvolgere il mondo della scuola e tutte le associazioni che hanno a cuore il tema della sostenibilità, per spiegare ai nostri ragazzi come il nostro modo di nutrirsi sia cambiato, ma anche come oggi parte della popolazione mondiale abbia difficoltà nell’avere un’alimentazione corretta.

Poi ci sono le eccellenze del nostro territorio, che vanno fatte conoscere, perché nessun altro Comune può vantare la ghiacciaia di via Monzoro, la Chiesa Vecchia o la fortuna di essere immerso nel Parco Agricolo Sud Milano. Andranno studiati percorsi culturali sovra comunali, pacchetti turistici da offrire agli utenti stranieri di Expo, coinvolgendo le nostre agenzie di viaggi, ma anche a coloro che provenendo da luoghi lontani del nostro Paese non conoscono le nostre realtà.

Non sarà facile, ma nessuna sfida di questa portata lo è. Bisognerà cominciare a rimboccarsi le maniche sin da giugno e recuperare il tempo perso per trasformare l’opportunità di Expo in un successo.

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