Adottata la variante generale del PGT tra riduzione del consumo e riqualificazione dei centri storici e delle aree dismesse

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Il Piano di Governo del Territorio è uno strumento fondamentale per un Comune poiché definisce le strategie urbanistiche, il recupero di aree abbandonate, la dotazione di servizi tra cui parchi, parcheggi, scuole, piste ciclabili, l’assetto viabilistico e altri elementi importanti nello sviluppo di un territorio.
Prima di scendere nel dettaglio degli elementi tecnici ogni piano fotografa la realtà demografica e produttiva di un Comune. Da questa si evince come la nostra popolazione stia invecchiando, e questo è un bene visto che aumenta la speranza di vita, ma all’aumento dell’indice di vecchiaia non aumenta purtroppo l’indice di natalità. Da ormai qualche anno i nati rimangono 150-160 ogni anno mentre da quasi un decennio il numero di abitanti rimane stabile sui 20.000.
La crisi ha lasciato un segno indelebile a Cornaredo e nel suo tessuto produttivo. Il settore manifatturiero e dei servizi si è ridotto notevolmente, così come le imprese con più di 100 addetti mentre sono aumentate le microimprese, ambito in cui gli studi professionali e tecnici sono molto numerosi.
Centri storici
Su questi spazi è stata fatta una analisi puntuale dello stato di fatto, individuando gli immobili già riqualificati e quelli in stato di abbandono che risultano essere il 14% con l’ambito di Cascina Croce che è quello in cui sono stati fatti più interventi di recupero. Uno dei dati principali riguarda quello degli ex fienili, trasformabili in immobili residenziali, che sono circa l’11,5% delle superfici coperte dei centri storici di cui il 60% non è recuperato. Dagli interventi di riqualificazione dei centri storici potrebbe conseguire un aumento di 600 abitanti che possono davvero rivitalizzare da tanti punti di vista i nostri centri storici.
Non avendo la bacchetta magica, ma riconoscendo come fondamentale per il nostro territorio il recupero dei centri storici, sono state elaborate delle azioni strategiche: differenziazione degli interventi sulla base della tipologia dell’immobile, trasformazione controllata degli ex-fienili il cui coordinamento diviene una questione centrale e quasi azzeramento degli oneri di urbanizzazione per gli interventi in centro storico. Ci sono poi alcuni elementi nuovi che possono fungere da innesco come ad esempio la possibilità legata all’ambito di rigenerazione urbana di via San Gottardo di spostare alcuni spazi pubblici (sede di associazioni e alloggi di emergenza) in centro storico.
Sostenibilità ambientale e consumo di suolo
Sono due elementi centrali di qualunque progettazione urbanistica, non solo per la nuova legge sul consumo di suolo ma anche perché hanno sempre meno seguito le politiche unicamente espansive. Cornaredo si trova in un ambito territoriale, quello del nord Milano, in cui l’indice di urbanizzazione raggiunge il 57,8%. Il nostro Comune ha un indice più basso, del 49,48%, e si trova nel 58% del proprio territorio nel Parco Agricolo Sud Milano.
In questo piano anticipiamo i vincoli del Piano Territoriale Regionale, non ancora approvato dalla Giunta regionale, prevedendo già una riduzione del 21% (-40.000 mq di suolo urbanizzabile) del consumo di suolo rispetto alla precedente previsione e introducendo, per gli interventi su suolo verde o agricolo, l’istituto della compensazione ambientale pari al 5% della superficie coperta dell’intervento.
Rigenerazione urbana
Tema collegato al precedente che riguarda aree strategiche del nostro Comune sulle quali siamo intervenuti apportando delle modifiche, in alcuni casi sostanziali, non solo e non tanto per rispondere alle richieste degli operatori ma per spingere sul recupero di queste aree (le principali sono: Villa Dubini, ex Signal Lux, ex Alemagna, ex Icoma). Quale ulteriore incentivo abbiamo inserito una importante agevolazione, fino al 50% del costo di costruzione, per quelle dove sono previsti interventi di bonifica che in alcuni casi hanno limitato la possibilità di intervento degli operatori.
Consolidamento del piano dei servizi
Partiamo da un ottimo livello di dotazione dei servizi, una base di 42 mq/abitante quando la normativa regionale richiede un minimo di 18 mq/abitante. Si consolida la mobilità lenta con 2 km in più di piste ciclabili arrivando a 35 km (nel 2014 erano 29 km) cercando di inserire elementi di qualità anche nelle aree industriali. Aumentano le aree dei parchi urbani (è previsto il raddoppio del parco San Siro) e la rete ecologica comunale mentre si conferma l’edilizia convenzionata all’interno degli ambiti di trasformazione mentre si introduce la destinazione a servizio del bene confiscato di via Vanzago per cui siamo ancora in attesa del finanziamento. Per quanto riguarda la mobilità in attesa che il nuovo piano di bacino introduca il nuovo sistema tariffario, migliorativo per il nostro Comune sia sugli abbonamenti sia sulla corsa singola, e le nuove gare d’ambito implementino le frequenze e le corse di pullman sul nostro territorio, si prevede una fermata della metropolitana così come previsto dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.
Confronto con il precedente PGT
Ereditiamo un piano, approvato nel 2014, che prevedeva un aumento di 4.000 abitanti e in cui nessuna delle aree di trasformazione è stata attuata, eccezion fatta per quelle che erano già in corso di attuazione (PII Repubblica-PII Sturzo). Hanno funzionato meglio i permessi di costruire convenzionati, interventi più contenuti e di più facile attuazione.
La previsione di aumento degli abitanti del nuovo PGT è più contenuta: 1.580 abitanti di cui 600 a seguito di eventuali riqualificazione nel centro storico.
Non si può valutare ora l’efficacia di questo Piano, la si valuterà con elementi oggettivi tra 5 anni esaminando quante delle previsioni si saranno realizzate. Quello di cui sono certo è che ci sono tante buone idee e ci sono tanti obiettivi positivi su cui proseguire il lavoro per la nostra comunità.
Per approfondire qui si trovano tutti i documenti della Variante.
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Le difficoltà di lavorare nei servizi sociali

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Parto da un caso che ho seguito personalmente lo scorso anno per affrontare un tema molto delicato come quello dei servizi sociali. Il caso riguardava una famiglia con figli che chiedeva a uffici e amministratori una casa comunale nonostante il reddito del capofamiglia fosse sufficiente a garantire l’affitto in condizioni più che dignitose. Tra uffici e amministratori ci confrontammo per avere una posizione comune, ossia sostenere il bisogno della famiglia nella ricerca di una abitazione ma che non avevano diritto all’accesso in casa comunale sia perché il reddito non era basso ma anche perché la famiglia era nelle ultime posizioni della graduatoria per l’accesso agli alloggi pubblici. La famiglia era straniera, ma questo interesserà a pochi perché avremmo avuto la stessa posizione con qualunque famiglia e queste poche righe non raccontano le tensioni degli incontri e le minacce ricevute a cui abbiamo risposto con una posizione ferma.
Questo incipit racconta una situazione che spesso si ripropone, la famiglia infatti sosteneva di non essere minimamente aiutata dal Comune mentre gli uffici si erano resi disponibili ad aiutare nei limiti degli strumenti e di una visione oggettiva della situazione e chiedevano ai genitori di impegnarsi nella ricerca di un appartamento, cosa che non accadeva. Capita infatti di incontrare persone che cercano lavoro ma non rispondono alle chiamate degli uffici che propongono dei colloqui di lavoro e bandi comunali senza farsi più sentire, o famiglie con fragilità economiche che non presentano l’indicatore ISEE per avere delle agevolazioni sulle utenze o sui servizi scolastici o ancora persone non residenti nel Comune che non possiamo aiutare. In questi casi può capitare che le persone si dichiarino insoddisfatti perché l’Amministrazione non li ha aiutati, nonostante non sia vero. Questi casi ci stimolano a migliorare anche la comunicazione dell’Amministrazione comunale nei confronti di chi vive una fragilità, da pochi giorni è presente sul sito comunale una sezione dedicata a contributi, agevolazioni e aiuti per i nostri concittadini.
Il tema casa è sicuramente uno tra quelli seguiti con maggior interesse. Sul tema è necessario partire da alcuni assunti: la graduatoria degli alloggi comunali è pubblica, tutti possono quindi vedere chi accede all’alloggio nel caso se ne liberino di proprietà comunale o proprietà ALER, e la normativa di riferimento  è regionale, quindi i criteri e i requisiti per comporre la graduatoria sono stabiliti nel regolamento   regionale e sono i medesimi per tutti i comuni lombardi. È il regolamento regionale che prevede il criterio della residenza in Regione Lombardia da almeno cinque anni per accedere ad alloggi pubblici, l’indicatore dello Stato di Bisogno Abitativo Regionale (ISBAR),     così come è lo stesso regolamento a prevedere i casi di decadenza (che possono essere per motivi di reddito ma  anche  altri ). Ad ogni segnalazione, anche anonima, vengono svolti dei controlli nei limiti delle possibilità degli uffici che non sono investigatori privati. Negli ultimi due anni sono stati assegnati 6 alloggi, 5 di ALER e uno comunale, 5 a famiglie italiane e uno a famiglia straniera.
Negli ultimi anni lavorare nei servizi sociali è diventato ancora più complesso, non solo perché sono aumentate le situazioni di fragilità ma anche perché le stesse in molti casi afferiscono più tematiche in modo trasversale. La difficoltà a trovare una casa è quasi sempre accompagnata alla ricerca anche di un lavoro, la disabilità di un componente del nucleo familiare spesso si accompagna a difficoltà che sono anche economiche, correlate talvolta a difficoltà personali. Sono aumentate in parallelo anche gli strumenti che possono essere messi in campo per provare a rispondere a questi bisogni, non ultima la recente modifica alla normativa sul tema casa di Regione Lombardia e le modifiche apportate ai contributi erogati dalla stessa Regione o dagli operatori di acqua, luce e gas. Nonostante questo abbiamo la fortuna di avere degli operatori nei servizi sociali ricchi di competenze, passione e sensibilità, ma che dispongono di  risorse e  strumenti che l’amministrazione comunale ha a disposizione e che, come si può ben immaginare sono limitati e di oggettiva evidenza pubblica;   per questo è intollerabile aver letto nelle scorse settimane che i nostri dipendenti dei servizi sociali siano stati assunti per conoscenza e non per competenza, non aiutino gli utenti che si rivolgono ai servizi sociali perché non capaci (nel caso specifico denunciato abbiamo potuto verificare che gli uffici si erano attivati su più fronti, con ammissione dell’interessato) e preferiscano aiutare gli stranieri, oltre ad altre notizie non vere come il fatto che il Comune avrebbe delle convenzioni con privati per affitti agevolati. Gli aiuti nei servizi sociali passano dalla condivisione di un percorso volto all’autonomia dove l’interessato deve garantire di attivarsi e partecipare per quanto gli è possibile. Sono intollerabili per un motivo semplice: non sono vere e pertanto diffamanti, a loro volta, passibili di denuncia Se invece qualcuno ritiene di avere gli elementi per dimostrare quanto dichiarato può fare una cosa altrettanto semplice: denunciare alle autorità competenti invece che denunciare sui social network, screditando un lavoro svolto quotidianamente e su più fronti con le persone.

 

Il programma dell’Autunno sanpietrino 2018

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Anche quest’anno è ricchissimo il programma dell’Autunno Sanpietrino che a cominciare da questo venerdì prevede eventi fino al 3 novembre toccando i luoghi principali di San Pietro all’Olmo: Piazza Dubini, Piazza della Chiesa e la sua Chiesa Vecchia, Casa Villa, via Marconi e la sala “Amici della Musica”.
Si comincia venerdì 5 ottobre con apericena musicale. Sabato 6 invece verrà inaugurata la mostra di giocattoli d’epoca in Chiesa Vecchia, nella Piazza invece la sera ci saranno esibizioni danzanti, spettacoli e musica.  Domenica invece ci sarà la rievocazione storica della Francia della belle epoque tra spettacoli, cortei, bancarelle, quadri e vendemmia. Proiezioni di filmati d’epoca in Casa Villa, possibilità di degustare un piatto dello chef Oldani in Piazza della Chiesa, pesca di beneficenza presso la scuola materna, falsi d’autore in Piazzetta dell’Olmo che si trasfomerà in Montmartre e spettacolo di cancan oltre che bancarelle di artigianato con lavorazioni dal vivo in Piazza Dubini e quelle del gusto in via Marconi.
Passato il week end non terminano gli appuntamenti.  Il 14 ottobre “Castagne in Cascina” con i volontari di Italia Nostra e la festa della biblioteca di San Pietro. Tutti i sabati dal 13 ottobre al 3 novembre, presso la Sala “Amici della Musica”, spettacoli teatrali e concerti. Il programma completo lo trovate qui.
Buon Autunno Sanpietrino a tutti!

I lavori dell’ultimo anno di legislatura

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Manca ormai meno di un anno alla fine di questa legislatura e di ritorno dalla pausa estiva l’Amministrazione insieme con gli uffici comunali è al lavoro per programmare le attività dell’ultimo anno. Sono molte, così come gli interventi fatti in questi anni, e preferisco elencare le principali (solo quelle!) ad un anno dalla scadenza della legislatura anche per evitare il ritornello “si fa tutto prima delle elezioni”. Spesso si sottovaluta ad esempio che alcune attività hanno dei tempi di programmazione lunghi, così come un iter burocratico da seguire che non permette di intervenire nel tempo di uno schiocco di dita, stagioni in cui è possibile svolgere i lavori e altre no.
L’intervento a cui teniamo di più è sicuramente quello relativo alla RSA, finalmente dopo anni il nostro Comune avrà una residenza per anziani non autosufficienti con tariffe convenzionate per i residenti di Cornaredo. In autunno Sereni Orizzonti, l’operatore che ha vinto il bando pubblico per la costruzione e la gestione, presenterà  il progetto esecutivo e indicativamente in primavera ci sarà la presentazione alla cittadinanza e la posa della prima pietra di questo importante intervento.
Sono già invece cominciati i lavori di via Cascina Croce, da viale della Repubblica fino alla piazzetta, con un po’ di ritardo a causa di inghippi burocratici dovuti alla proposta migliorativa dell’azienda vincitrice dell’appalto relativa alla tombinatura di alcune parti del canale Villoresi. Sono invece ancora da definire i progetti e i tempi di intervento relativi alla riqualificazione del cortile della scuola elementare di via IV Novembre e del retro del palazzo Filanda da cui abbiamo cominciato ad eliminare le orribili transenne. A metà ottobre invece scadrà la gara per la nuova struttura polifunzionale del Centro sportivo Sandro Pertini che permetterà di avere un luogo dello sport in più per la nostra comunità e ad alcune società sportive di tornare a fare attività nel nostro territorio.
Tutto l’anno invece dureranno i lavori per la riqualificazione della rete dell’illuminazione pubblica, tutti gli impianti saranno a led, verranno installate delle colonnine elettriche per la ricarica dei veicoli elettrici e delle telecamere per controllare tutti i punti di ingresso del nostro Comune.

Tanti lavori per fare più bella e sicura la nostra comunità!

Il programma della festa del Paese 2018

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Sabato cominciano le iniziative legate alla Festa del Paese. Ci saranno le giostre, a cominciare da giovedì e fino a domenica 9, ci saranno i fuochi d’artificio martedì sera e la Fiera agrozootecnica del lunedì che arriva alla ventisettesima edizione e anche quest’anno avrà il patrocinio di Regione Lombardia oltre alle iniziative organizzate dagli Amici del Cortile.
Si comincia sabato con l’inaugurazione della seconda edizione del  “Mattoncino Festival” che si svolgerà su più di 600 mq di area espositiva e della mostra di modellismo, bancarelle nelle vie del centro, animazione e musica in Piazzetta Dugnani via Garibaldi e lo spettacolo delle arti di strada “Aurora” la sera nella piazza del Municipio prodotto dalla compagnia teatrale Piccolo Nuovo Teatro. Uno spettacolo con artisti sui trampoli, fuoco vivo ed elementi pirotecnici. Prima dell’inizio dello spettacolo una parata itinerante di trampolieri percorrerà le vie intorno all’area della festa.
Domenica si prosegue con la pittura e la ceramica a cura della Pro Loco, la fiera delle merci per tutto il Paese, iniziative e laboratori in Piazzeta Dugnani e in via Roma, spettacolo tributo a Renato Zero la sera in Piazzetta Dugnani e lo spettacolo musicale della sera “Divina band” in Piazza Libertà e sopratutto la presenza di tutte le nostre associazioni con alcune esibizioni dimostrative e laboratori.
Il lunedì della festa si comincia con la ventiseiesima edizione della fiera agrozootecnica presso il piazzale don Carlo Aresi, il mercato Campagna amica a cura di Coldiretti, caroselli equestri e tanto altro ad intrecciare la nostra tradizione con il presente. Non mancheranno le associazione del nostro territorio, gli Amici del cortile con le iniziative, il cibo e lo spettacolo serale in Piazzetta Dugnani, la premiazione del Corniolo d’oro e la Santa messa con la processione.
Martedì si chiude con lo spettacolo dei fuochi di artificio. Qui trovate il programma completo.
Buona festa del Paese a tutti!

Genova e l’idea di un sistema che non funziona

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C’è solo una cosa che mi fa la stessa paura del disastro accaduto sul Ponte Morandi ed è la reazione che il nostro Paese ha avuto davanti a una tragedia di questo tipo. Non mi riferisco certo all’intervento puntuale dei soccorsi, che ancora una volta hanno dimostrato di essere una macchina efficiente, o della disponibilità a mobilitarsi degli enti locali per trovare alloggi per le famiglie sfollate che abitano sotto il ponte (ma diamine, come è possibile costruire un ponte sopra tutti quei condomini?).
Quello che davvero mi ha lasciato esterrefatto, e continua a farlo, è stata la reazione incredibile ed incredibilmente fuori luogo dimostrata a vari livelli, dai rappresentanti del Governo ai dirigenti delle principali forzi politiche, da sedicenti esperti alle persone comuni sui social, che sono ormai da tempo diventati una delle piazze peggio frequentate del nostro Paese dove tra notizie e immagini false che nessuno si premura di verificare molti danno sfogo alla loro frustrazione esprimendo il peggio di cui sono capaci. Non si è cercato di capire, salvo casi eccezionali, le cause di quanto accaduto, non ci siamo affidati ad esperti ed ingegneri per capire le motivazioni di una simile tragedia, ingegneri che nel frattempo continuano ad interrogarsi senza avere certezze sulle motivazioni tecniche del crollo. Ognuno ha sbrodolato le proprie verità ovunque, affermando che bisognava fare più manutenzione senza avere documenti che provassero gli interventi fatti sul ponte e se gli stessi non fossero sufficienti (probabilmente dopo aver acquisito una laurea in ingegneria nella notte), politici che si accusavano vicendevolmente di non fare o di non aver fatto abbastanza per raccogliere qualche pugno di voti o per dimostrarsi all’opinione pubblica capaci di reagire davanti a una tragedia di questa portata.
Questa necessità ha portato il premier Conte a dichiarare a meno di un giorno dal crollo l’intenzione del Governo di revocare  la concessione ad Autostrade senza valutare le possibili conseguenze di un’operazione di questo tipo ma soprattutto facendolo ergere a giudice con una sentenza definitiva, redatta in proprio e pronta sul tavolo senza possibilità di contraddittorio, così come ha portato alcuni politici a scagliarsi contro chi si è dichiarato contrario al progetto della Gronda come se questa nuova infrastruttura avrebbe potuto evitare l’incidente e altri a prendersela con l’ex ministro Delrio perché “sapeva” già da due anni della pericolosità e non ha fatto nulla. Ora, poniamo che Delrio sapesse della pericolosità di quel ponte e, in preda alla pazzia avesse deciso di non fare nulla, se la situazione era così pericolosa e critica perché il nuovo Ministro dei Trasporti non ha deciso di chiudere la strada?
In situazioni complesse come questa mi viene più facile escludere responsabilità piuttosto che darne ma è oggettivo che Autostrade, la società che ha in concessione quella tratta autostradale, abbia in capo la responsabilità di quanto accaduto e la giustizia dovrà decidere se si poteva fare qualcosa per evitarlo. Quello che di sicuro non funziona è un sistema incapace di reagire con dignità di fronte a una tragedia ma anche incapace di generare quegli anticorpi, se possibile, che ci permettano di metterci in discussione prima e non dopo eventi di questo tipo. Ad esempio perché non esiste una autorità che controlla se sono adeguati gli investimenti e le manutenzioni? Di quello dovrebbe discutere la politica. Perché da un lato si corre per fare grandi opere inutili ma anche quando se ne fanno di utili ci sono comitati che si mettono di traverso a prescindere?  Ci sono persone oggi che invocano la nazionalizzazione delle autostrade ma che fino a ieri insultavano qualunque cosa fosse pubblica quale fonte di spreco e malaffare. E’ proprio un sistema intero che non funziona, da capo a piedi, perché le reazioni ai livelli più alti del nostro Paese sono lo specchio del disastro che troviamo nella piazza peggiore d’Italia.

 

Il piano diritto allo studio 2018-19

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Il piano diritto allo studio approvato dal Consiglio comunale è stato particolare per due motivi: si tratta dell’ultimo piano approvato da questa Amministrazione comunale ed è il primo che, in qualità di assessore all’istruzione, ho seguito da vicino nella sua redazione.
Si tratta di un piano che conferma quanto fatto in questi quattro anni, a cominciare dal grande lavoro svolto nel 2015 sulle tariffe dei servizi scolastici che sono state ridotte per le famiglie con redditi più bassi e quelle con più figli e l’aumento del contributo dell’Amministrazione comunale sia per finanziare i progetti proposti dai due istituti comprensivi sia per le iniziative di sostegno ad alunni con fragilità che purtroppo sono in aumento. Il servizio di educativa minori supporta 103 alunni con disabilità mentre 48 sono i ragazzi che fruiscono del servizio di sostegno linguistico “senza frontiere”.
Il numero di studenti dei due comprensivi di Cornaredo nel 2018-19 è in aumento, supera i 1.100 alunni, a causa della prima media in più presso la Scuola media Curiel e la prima elementare in più presso via Sturzo, allo stesso modo aumentano i bimbi accolti dal nido comunale di Cornaredo che quest’anno saranno 70 grazie all’aggiunta di una educatrice per dare risposta alle tante richieste di iscrizione che sono arrivate quest’anno. L’offerta 0-3 anni, con i due nidi comunali e la sezione primavera, arriva quindi a 111 posti.
Abbiamo confermato i contributi alle materne paritarie che svolgono un servizio importante per il nostro territorio, le tariffe di tutti servizi scolastici e tutti gli strumenti presenti lo scorso anno per il supporto educativo dei ragazzi  e quello economico per le famiglie (per questa iniziativa le risorse destinate sono superiori ai 55.000 euro), dalla consulenza psicologica e lo “spazio in più” per i genitori ai riconoscimenti per merito scolastico e i centri estivi comunali per i ragazzi, solo per ricordarne alcuni.
Per quanto riguarda i progetti proposti dall’Amministrazione comunale abbiamo apportato alcune modifiche al progetto Fuoriclasse, che verrà svolto dai professori e non più da tutor selezionati, mentre è stato introdotto un nuovo progetto sulla legalità da svolgere con le classi prime medie in collaborazione con Libera; i contributi alle scuole per le progettualità interne invece restano invariati e ammontano a 44.000 euro.
Per quanto riguarda invece i lavori che verranno svolti quest’estate nelle scuole i più importanti riguardano la pavimentazione della parte nuova della scuola primaria di via Volta, la riqualificazione dell’ingresso della materna Mazzini e quella dell’area giochi della materna Colombo. Con l’approvazione dell’avanzo fatta in aprile infine  abbiamo infine acquistato le ultime LIM, un’iniziativa durata 5 anni, in modo che tutte le classi delle scuole elementari e medie siano dotate di una lavagna interattiva. Un intervento invece molto importante riguarda il cortile della scuola elementare di via IV Novembre che, dopo la sistemazione di quello di via Volta due anni fa, è quello che necessita di maggiori interventi ed è per questo che ci stiamo confrontando con la scuola per un intervento migliorativo entro la metà del 2019.